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Era novembre

Giovedì 29 Gennaio 2009

Era novembre, non riesco con precisione a ricordarmi la data precisa, quando vidi arrivare a casa mia la polizia. Quando entrarono in casa si stupirono di vedere, appesa al muro, una mia foto con la divisa da poliziotta. Dissero che ero in arresto e mi portarono alla centrale di polizia di Sapelle Road. Durante il viaggio, un poliziotto mi disse che ero stata denunciata da una ragazza in Italia.
Fui scagionata da numerose accuse, ma le dichiarazioni delle ragazze su cui l’uomo che era stato il mio fidanzato aveva fatto violenze mi portarono in prigione. E’ stato condannato a dieci anni di carcere, io, come ho detto, a nove.
E’ da cinque anni ormai che sto qui dentro. Durante la detenzione ho perso entrambi i genitori. Solo una settimana fa ho ricevuto la notizia che mio padre è morto.
Certo volte penso a quanto sia orribile e imbarazzante la mia vita. A come la prigione sia un inferno. Mi chiedo se è a causa della mia età che sono così preoccupata. O se il motivo è che ho dei figli, e che non so come trovare aiuto, da nessuno, per loro.

Come venni in Italia

Giovedì 11 Dicembre 2008

Questo testo ci è stato consegnato da O.E. in inglese. La traduzione è a cura di dentroefuori e Il Contesto – Rivista tematica.

Il mio nome è O.E., sono nigeriana. Sono nata nell’anno 1962, il 22 di febbraio. Sono la madre di tre bambini: il più grande ha venticinque anni, il secondo ventitre, l’ultimo è intorno ai venti.
La mia occupazione in Nigeria prima che venissi in Italia. Ho studiato da insegnante per cinque anni. Dopo gli studi, lavoravo come insegnante, ci lavorai per quattro anni dal 1980 al 1984.
Mio padre era un ufficiale della polizia. Aveva lavorato alla polizia per trent’anni e stava per andare in pensione. Quindi mia madre mi chiese di lasciare la mia professione da insegnante e iscrivermi alla scuola della polizia, cosa che effettivamente feci. Negli anni 1986-1987 diedi l’esame finale. Lo passai. Avevo studiato il codice criminale poliziario per un anno in quella scuola. Cominciai a lavorare per la polizia nigeriana.
Fui trasferita dalla mia città in un altro stato in Nigeria. Nello stesso anno, il 1993, ebbi l’idea di andare via dalla Nigeria. Il fatto è che il proposito di venire in Europa era legato alla mia speranza di proseguire gli studi. Innanzitutto all’epoca credevo che in Italia si parlasse l’inglese, e speravo che sarebbe stato facile per me di portare avanti la mia educazione.
All’inizio del 1994 ero in Italia. Il gruppo in cui mi trovai non era quello che mi sarei aspettato, ed ero tenuta all’oscuro di tutto. Parlando onestamente, mi vergognai di me stessa quando finalmente scoprii che si trattava di persone legate al giro della prostituzione. Non c’era modo per me di portare avanti la missione che mi ero proposta quando avevo lasciato il mio paese, nel gruppo dove mi trovavo. Per come andavano le cose, feci davvero la prostituta, per due anni. Ogni giorno mi chiedevo che cosa mi aveva fatto scegliere veramente di lasciare il mio lavoro.

My name is O.E., and I am a Nigerian. I was born in the year 1962, feb. 22. I am the mother of three children: my great child is 25, the second is 23, while the last is about 20.
My occupation in Nigeria before I came to Italy: I was trained as a professional teacher for five years. After my training, I was working as a teacher, and I worked there for four years from 1980 to 1984. Along the line my father was a police officer. He had already worked for the police for thirty years and was about to get his pension. As a result my mother she asked me to change my profession as a teacher, to go to the police college, which I really did. In the year 1986-1987 I wrote the examination of the police college. I passed. I studied the police criminal code for one year in the police college. After my training I started job with the Nigerian police.
I was transferred from my city to another state in Nigeria. This very year 1993 I made up my mind of going out of Nigeria, the fact is that my idea to come to Europe was to further my education. First and foremost I was thinking Italy was an English speaking country, and I was hoping it will be easy for me to really further my education.
Early 1994 I was in Italy. The group I found myself was not what I really expected, and no secret was been opened to me. Honestly speaking I was ashamed of myself when I finally knew that it was only by prostitution people from Nigeria. There was no way for me to carry out my mission of leaving my country due to the group I found myself. Due to the system of things, I really did the prostitute for two years. Every day I asked myself what really made me to leave my police job.

I am a Nigerian

Domenica 2 Novembre 2008

Pubblichiamo per la prima volta un testo in inglese, scritto da una detenuta nigeriana. Di seguito, in corsivo, trovate la traduzione in italiano. Sono benvenute risposte e messaggi sia in inglese che in italiano.

My name is O.E.. I am a Nigerian and I was born in the 22nd of Februar 1962. I am the mother of three children. I was arrested on the 16th of Februar 2004, six days before completing my 42nd birthday. And I was finally sentenced nine years and ten months.
In the year 2006, in September, I started feeling something about myself and my three children, for the future mostly about my very self. I came to understand that my age is going and I am getting older. In this period I was told that my mother and my father were very sick. As result I developed high blood pressure and diabetes. Ever since I have been on treatment, which helped me to control my illness.
In the year 2007, in April, I was being informed that my mother died on February. This very month was the month my mother gave birth to me. My mother died at the age of 70 years. From this very period, everyday I always think that there is no hope for me and my children for the future. Before I was arrested my children was schooling, and after the death of my mother my children stopped schooling, due to the situation of things. And I am a mother who love the best education for my children.
To God be the glory! I was given a job here in prison, for now with the little money I am being paid every month I am trying to make sure my children back to school.
But my most bothering for now is that I am always thinking every time about my age, 46 years, and if there will still be hope for me and my children for the future furthermore, and the worst of all my children father is not working.
There is another thing bothering in my mind, this time around I am always afraid of outside the world.
Please, I would like to know if it is because of my age that I am so bothered? Or because I am a mother of children? Or because I don’t have any help for my children from any other person?

Il mio nome è O.E. Sono nigeriana, e sono nata il 22 di febbraio 1962. Sono la madre di tre bambini. Sono stata arrestata il 16 di febbraio del 2004, sei giorni prima di compiere il mio quarantaduesimo compleanno. E alla fine fui condannata a nove anni e dieci mesi.
Nel 2006, a settembre, ho cominciato a sentire qualcosa riguardo a me stessa e ai miei tre bambini, ma sul futuro soprattutto riguardo a me stessa. Ho capito che il tempo sta passando e sto diventando vecchia. In quel periodo venni a sapere che mia madre e mio padre erano molto malati. Come conseguenza mi venne l’alta pressione e diabete. Da allora sono in cura, il che mi aiuta a tenere sotto controllo la mia malattia.
Nell’aprile 2007 ho saputo che a febbraio mia madre era morta. Nello stesso mese in cui mia madre mi aveva messo al mondo. Mia madre è morta all’età di settant’anni. Da quel periodo, ogni giorno penso che non c’è speranza per me e per i miei bambini in futuro. Prima che mi arrestassero i miei figli andavano a scuola, ma dopo la morte di mia madre per una serie di ragioni hanno smesso. E io sono una madre che desidera la migliore educazione per i propri figli.
Che Dio sia lodato, mi è stato dato un lavoro qua in prigione, grazie al quale posso provare ad assicurare ai miei figli il ritorno a scuola con il poco denaro con cui sono pagata.
Ma la cosa più preoccupante ora è che penso sempre, ogni momento, a proposito della mia età, 46 anni, e se c’è ancora speranza per me e i miei bambini nel futuro. Il peggio è che il padre dei miei figli non lavora.
C’è un’altra cosa che mi preoccupa, sono sempre spaventata dal mondo là fuori.
Per favore, vorrei sapere se è per la mia età che sono così preoccupata? O perché sono una madre con figli? O perché non ho alcun aiuto per i miei bambini da nessun’altra persona?