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	<title>Commenti a: Desiderio</title>
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	<description>Il blog delle detenute del carcere di Torino.</description>
	<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 15:56:38 +0000</pubDate>
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		<title>Di: maurizio</title>
		<link>http://www.dentroefuori.org/femminile/liana/desiderio/#comment-644</link>
		<dc:creator>maurizio</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 03:46:59 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.dentroefuori.org/femminile/liana/desiderio/#comment-644</guid>
		<description>volevo scrivere molte cose, ma poi leggendo il tuo scritto carissima liana e il commento di graziella mi sono ammorbidito, volevo usare toni molto più duri per dire che pure io ho notato che.... è vero non per tutti ci sono uguali doveri e diritti, secondo il mio modesto parere......noi......."serviamo", insomma siamo dei piccoli capitali su cui speculare, siamo numeri, cavie dà laboratorio, insomma diciamo le cose come stanno........., se tutto funziona al meglio ognuno ha la sua parte di felicità, serenità e giustizia, mà poi gl'ingordi......come fanno a guadagnare?....innegabilmente io non sono in situazioni dure come quelle vostre in carcere, e anche di persone come graziella, mà ti dico di tutto cuore..che nessuno fà in modo che questo non'accada, anzi.......ti stimolano...., l'altro sabato ero al prontosoccorso, tachicardia, sincope nervosa, insomma....non solo un banale esaurimento, poi col niente lavoro, poi devi pagare tutto e non trovi soldi, ...viene veramente da chiedersi se esistono ancora dei diritti......., pensa ho visto per t.v. un programma che intervistava chi stà al governo, bene .... era un sondaggio provocatorio per vedere chi di loro conosce la costitizione, almeno il primo emendamento......., bè nessuno......lo conosceva correttamente, e col sorrisetto ironico lo confessavano, io cara liana posso solo dirti una cosa....spero che la società ritorni a capire che si vive col cuore e non col portafoglio, mi fa molto male vedere guerre trà poveri......, oggigiorno tutti sono tesi, non comunicano, non si aiutano, io spero di rivedere un pò di umanità nella costituzione privata che ognuno di noi dovrebbe avere nel cuore, si chiama coscenza.......e amore per sè e per il prossimo, grazie liana, come sempre i tuoi scritti sono fonte di sensibilità e di verità. io pure ascolto sempre con gioia i tuoi racconti. un'abbraccio. maurizio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>volevo scrivere molte cose, ma poi leggendo il tuo scritto carissima liana e il commento di graziella mi sono ammorbidito, volevo usare toni molto più duri per dire che pure io ho notato che&#8230;. è vero non per tutti ci sono uguali doveri e diritti, secondo il mio modesto parere&#8230;&#8230;noi&#8230;&#8230;.&#8221;serviamo&#8221;, insomma siamo dei piccoli capitali su cui speculare, siamo numeri, cavie dà laboratorio, insomma diciamo le cose come stanno&#8230;&#8230;&#8230;, se tutto funziona al meglio ognuno ha la sua parte di felicità, serenità e giustizia, mà poi gl&#8217;ingordi&#8230;&#8230;come fanno a guadagnare?&#8230;.innegabilmente io non sono in situazioni dure come quelle vostre in carcere, e anche di persone come graziella, mà ti dico di tutto cuore..che nessuno fà in modo che questo non&#8217;accada, anzi&#8230;&#8230;.ti stimolano&#8230;., l&#8217;altro sabato ero al prontosoccorso, tachicardia, sincope nervosa, insomma&#8230;.non solo un banale esaurimento, poi col niente lavoro, poi devi pagare tutto e non trovi soldi, &#8230;viene veramente da chiedersi se esistono ancora dei diritti&#8230;&#8230;., pensa ho visto per t.v. un programma che intervistava chi stà al governo, bene &#8230;. era un sondaggio provocatorio per vedere chi di loro conosce la costitizione, almeno il primo emendamento&#8230;&#8230;., bè nessuno&#8230;&#8230;lo conosceva correttamente, e col sorrisetto ironico lo confessavano, io cara liana posso solo dirti una cosa&#8230;.spero che la società ritorni a capire che si vive col cuore e non col portafoglio, mi fa molto male vedere guerre trà poveri&#8230;&#8230;, oggigiorno tutti sono tesi, non comunicano, non si aiutano, io spero di rivedere un pò di umanità nella costituzione privata che ognuno di noi dovrebbe avere nel cuore, si chiama coscenza&#8230;&#8230;.e amore per sè e per il prossimo, grazie liana, come sempre i tuoi scritti sono fonte di sensibilità e di verità. io pure ascolto sempre con gioia i tuoi racconti. un&#8217;abbraccio. maurizio.</p>
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		<title>Di: Graziella</title>
		<link>http://www.dentroefuori.org/femminile/liana/desiderio/#comment-641</link>
		<dc:creator>Graziella</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 14:21:48 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.dentroefuori.org/femminile/liana/desiderio/#comment-641</guid>
		<description>Liana,
ho ricevuto alla mia posta elettronica il messaggio e sono entrata nel sito; ho letto le riflessioni. Questa tua sulla fine del mondo mi ha fatto riflettere su due punti: uno sul carattere"relativo" della realtà, l'altro su quello più noto che riguarda la teoria del Darwinismo sociale in base al quale il più forte prevale sul più debole. l'umanità non cambierà mai se ognuno continua a pensare per se stesso. Tu giustamente vorresti che la legge fosse uguale per tutti, che ogni cittadino venisse rispettato ed ascoltato. Io come desiderio chiederei di vivere nella pace di spirito di comunione fraterna con i miei propri figli, la mia famiglia e gli amici. E' un pò quello che provo di fare con la mia vita giornaliera, ma mi rendo conto che gli egoismi e le paure ci bloccano. Per poter vivere in serenità bisognerebbe essere sempre innamorati: innamorati di qualcuno, innamorati del lavoro, innamorati della vita, innamorati della natura. L'esistenza però, in quanto limitata, imperfetta, ci presenta dei piatti non sempre appetitosi. Io mi sono ammalata di Lupus quando avevo 28 anni. Adesso ne ho 54. Sono "prigioniera" della mia malattia. Non ho controllo su di essa e dipendo molto dal Lupus. Poi 10 anni e due mesi fa mio marito ebbe un ictus ed è rimasto totalmente paralizzato, immobile, muto, con tracheotomia e sondino per nutrimento. Quello fu il terremoto della mia vita. niente è stato più lo stesso. Mio marito è ancora vivo e vive in un istituto per cure a lunga degenza. Io vorrei che gli Stati del mondo proibissero ai medici di giocare a Dio, di lasciare morire chi non può più svolgere le funzioni naturali del mangiare, della parola, dell'intestino, invece di sperimentare nuove tecnologie in nome della salvaguardia della persona. La sofferenza che deriva da questi tentativi è davvero disumana. Essere prigionieri del proprio corpo! Come spiegare o giustificare un'esistenza tanto orribile?
Io mi sento sempre una persona a metà, impotente nei confronti di mio marito, sola in mezzo agli altri, in cerca continua di un impegno per non pensare ai miei guai. Ma la giustizia si', quella dovrebbe essere sempre la parola d'ordine quotidiana, seguita dalla scelta dell'amore.
Non conosco la tua storia, ma se vuoi potresti raccontarmela. Io ti ascolterei volentieri.
Un abbraccio
Graziella</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Liana,<br />
ho ricevuto alla mia posta elettronica il messaggio e sono entrata nel sito; ho letto le riflessioni. Questa tua sulla fine del mondo mi ha fatto riflettere su due punti: uno sul carattere&#8221;relativo&#8221; della realtà, l&#8217;altro su quello più noto che riguarda la teoria del Darwinismo sociale in base al quale il più forte prevale sul più debole. l&#8217;umanità non cambierà mai se ognuno continua a pensare per se stesso. Tu giustamente vorresti che la legge fosse uguale per tutti, che ogni cittadino venisse rispettato ed ascoltato. Io come desiderio chiederei di vivere nella pace di spirito di comunione fraterna con i miei propri figli, la mia famiglia e gli amici. E&#8217; un pò quello che provo di fare con la mia vita giornaliera, ma mi rendo conto che gli egoismi e le paure ci bloccano. Per poter vivere in serenità bisognerebbe essere sempre innamorati: innamorati di qualcuno, innamorati del lavoro, innamorati della vita, innamorati della natura. L&#8217;esistenza però, in quanto limitata, imperfetta, ci presenta dei piatti non sempre appetitosi. Io mi sono ammalata di Lupus quando avevo 28 anni. Adesso ne ho 54. Sono &#8220;prigioniera&#8221; della mia malattia. Non ho controllo su di essa e dipendo molto dal Lupus. Poi 10 anni e due mesi fa mio marito ebbe un ictus ed è rimasto totalmente paralizzato, immobile, muto, con tracheotomia e sondino per nutrimento. Quello fu il terremoto della mia vita. niente è stato più lo stesso. Mio marito è ancora vivo e vive in un istituto per cure a lunga degenza. Io vorrei che gli Stati del mondo proibissero ai medici di giocare a Dio, di lasciare morire chi non può più svolgere le funzioni naturali del mangiare, della parola, dell&#8217;intestino, invece di sperimentare nuove tecnologie in nome della salvaguardia della persona. La sofferenza che deriva da questi tentativi è davvero disumana. Essere prigionieri del proprio corpo! Come spiegare o giustificare un&#8217;esistenza tanto orribile?<br />
Io mi sento sempre una persona a metà, impotente nei confronti di mio marito, sola in mezzo agli altri, in cerca continua di un impegno per non pensare ai miei guai. Ma la giustizia si&#8217;, quella dovrebbe essere sempre la parola d&#8217;ordine quotidiana, seguita dalla scelta dell&#8217;amore.<br />
Non conosco la tua storia, ma se vuoi potresti raccontarmela. Io ti ascolterei volentieri.<br />
Un abbraccio<br />
Graziella</p>
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