carcere

di Liana, 3 Dicembre 2009

Che l’attenzione rivolta alle carceri sia solo quando succedono fatti di cronaca è risaputo. Gli agenti di custodia e detenuti si dovrebbero orientare verso un unico obiettivo, la vivibilità di un’istituzione in cui sarebbe doverosa l’opera di rieducazione. La qual cosa non succede sia perchè il personale è insufficiente sia perchè la popolazione detenuta è mischiata: si mettono insieme i cosiddetti delinquenti abituali a quelli di reato.

Risulta logico quindi che uno una volta fuori, con il marchio di detenuto ben stampato in faccia e non trovando lavoro, volga il pensiero verso ciò che si è imparato in carcere: “colpisci prima di essere colpito” ed ecco che scatta il primo, ilsecondo, il terzo  reato e così via. Poi si urla contro l’indulto e l’amnistia perchè si è fatto uscire persone con pesanti precedentipenali, ma se è il carcere stesso una fucina per la crazione di nuovi delinquenti.

Chi non ha alle spalle una famiglia solida e comprensiva è evidente il suo ritorno in carcere, allora che si dia veramente inizio a opere di rieducazione effettiva trovando alternative al carcere, facendo lavorare i detenuti nei posti in cui si ha più bisogno come ospedali, ospizi, dove c’è più bisogno d i calore umano, che assicuro non perso. L’abbiamo solo lasciato nell’ufficio matricola quando siamo entrati. Andiamo a riprenderlo e facciamone buon uso.

Rinascita

di Alina, 2 Dicembre 2009

Innanzitutto un ringraziamento per la bentornata che mi avete inviato, questo mi ha fatto rendere conto che forse qualcosa di positivo lo so ancora trasmettere. è difficile descrivere cosa si prova dopo parecchi anni di detenzione, rimettere i piedi in libertà. è come rinascere, ma si è già grandi. Tutto il passato bello e brutto che sia lo cancelli completamente ed allo stesso tempo riemerge in un istante lasciandoti senza fiato ed anche privo di forze, capogiri violenti ti colgono alla vista di tanti alberi e il traffico incessante ti dà quel timore di un viaggio verso l’ignoto.

Ti guardi intorno e ti rendi conto che il cielo è lo stesso ma visto senza le sbarre puoi sconfinare con lo sguardo volgendo semplicemente la testa, l’aria è la stessa ma ha un altro profumo, nonstante gli scarichi delle auto, il calore del sole riscalda come una carezza vellutata e istintivamente chiudi gli occhi volgendo il viso verso questo calore che aiuta a cancellare le paure e poi risquotendoti da questa specie di incantesimo di guardi intorno e assorbi ogni cosa che ti circonda valutandolo in ogni suo più piccolo particolare ed allora ti rendi conto che nonostante tutto la vita è bella, il mondo è stupendo e vale la pena viverli

un bacio, Alina

Vento di tempesta

di Liana, 13 Novembre 2009

Ho visto sul tuo viso
il riflesso del mio tormento
già mi tieni nelle tue mani
rannicchiata nel tuo palmo
come un sospiro del cuore.
Ho sentito nella tua voce
come un eco sconosciuto
in questo modo
cercavo solo te
strappavo promesse
al vento di tempesta
presto saresti giunto a me.
Spazzavo via le nubi
della tempesta che alberga in me
ho letto nell’oscuro degli occhi tuoi
il mistero più profondo della notte
Temo ancora il buio eppure
mi abbandono per sempre a te.

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Una pausa da tutto

di Alina, 9 Novembre 2009

Ciao a tutti, sono Alina e spero che chi mi ha seguita fino ad alcuni mesi fa non si sia dimenticato di me.
Avevo deciso di prendere una pausa da tutto e tutti, per riflettere e rimettere a posto alcune cose e nel frattempo mi è stato permesso di rimettere i piedi in libertà.
Per 11 ore ho riassaporato cos’è il mondo fuori da qua e credo che quel giorno resterà nella mia mente a lungo, così come è fissato indelebilmente il giorno del mio arresto. Credetemi, è stato un impatto incredibile ritrovarmi circondata da alberi, automobili e dalla vita quotidiana che scorre nel mondo esterno, senza sbarre e senza che nessuno ti dice cosa puoi o non puoi fare, cosa ti è concesso e cosa proibito. Ho avuto la fortuna di avere accanto a me persone che hanno reso una giornata dura un qualcosa di bello, scacciando tutte le paure e le fisse che avevo.
Alla fine di tutto mi sono resa conto che esistono persone ed associazioni che danno una mano a detenuti e persone disagiate senza chiedere nulla in cambio, grazie a loro anche le cose più difficili diventano facili facendoti sentire meno solo.
Un grazie a tutti,  Alina

Amica

di Laura Psycho, 18 Ottobre 2009

Ieri è uscita la mia concellina, la mia amica, il mio sostegno, la mia energia… e pensare che appena ero entrata tutti mi dicevano che le vere amiche in carcere non esistono!
io sono qui da un anno e mezzo, lei era entrata 6 mesi dopo di me, avevamo legato fin da subito e non ci siamo più staccate l’una dall’altra. Al contrario di molte altre non abbiamo mai litigato seriamente e se avevamo qualche battibecco lo risolvevamo subito. non è facile trovare una persona in perfetta sintonia con te, di cui ti puoi fidare, con cui riesci ad aprirti e raccontarti, ma se la trovi e ci vivi 24 ore su 24 condividendo tutto, beh, aallora il peso della galera non lo senti più e il tempo vola senza che nemmeno te ne accorgi.
Penso che a livello umano ed emozionale, due sono le cose peggiori della galera: una è la convivenza forzata con persone a te incompatibili e la seconda è il distaccamento forzato da persone a te molto care.
Non fraintendetemi, sono molto felice per la sua libertà ma allo stesso tempo so aver perso la presenza di una persona per me molto importante e questo mi rattrista molto. In un anno ho trovato in lei quello che in 24 anni non ho mai trovato (e avrei voluto) in mia sorella.
Si per me lei è la mia sorella maggiore adottiva, è più di un’amica.
Forse chi non è mai stato in carcere non si rende conto di cosa significa vivere a stretto contatto 24 ore su 24 per giorni, mesi, anni. Mangiare insieme, dormire nella stessa stanza, scherzare, condividere momenti brutti, superare i dolori insieme, rapportarsi con tutte le persone e le situazioni che si creano in carcere. A nessuno augurerei mai di cadere in prigion, ma se proprio dovesse capitarvi vi auguro di trovare una persona speciale come è successo a me.
Io non amo molto gli essere umani, anche se appartengo a questa specie, ma credo ultimamente di averli rivalutati, perchè ho capito che l’importante non è dove sei e cosa fai ma con chi sei e come lo fai.
quindi grazie sorella mia, mi hai fatto fare proprio una bella carcerazione, spero di rivederti presto fuori!