di Liana,
28 Marzo 2009
Ho cominciato a scrivere per dentro e fuori già da alcuni mesi, ma non credevo ci fossero persone così sensibili al problema del carcere e questo mi spinge ancor di più a parlare di questa esperienza, anche se negativa, che è pur sempre esperienza e mi seguirà e servirà per il futuro.
La vita detentiva è quasi impossibile descriverla. Le giornate uguali una all’altra. Le ore e i minuti sono uguali. O cerchi di trovarti uno spazio tuo, o è l’alienazione mentale. Ti aggrappi a qualsiasi cosa pur di uscire dalla cella, parlare con i vari psicologi o volontari, anche se non ne hai bisogno ed è un modo come un altro per parlare con uno di fuori. Ci si sente animali in gabbia. Il colloquio con i propri famigliari poi è avvenimento mondano. Se ne parla giorni prima e giorni dopo. Ci si chiede: “Che cosa posso indossare? Come mi pettino? Come mi trucco?” senza pensare che ai nostri cari basta il vederci e parlare con noi, neanche badano a come siamo vestite o truccate. Ma per cercare di spezzare la monotonia ci si invente, si fantastica su tutto. Anche solo guardare dalla finestra della cella, l’andirivieni degli agenti, delle persone che vanno al colloquio, è un modo come un altro di spezzare quella catena che ci rinchiude. Si cerca di indovinare il parente di una o l’altra detenuta. Persino il fatto di andare ad una visita medica al di fuori delle mura carcerarie è avvenimento. Sicuramente chi è più forte sopravvive all’abbrutimento della pena detentiva.
di Liana,
26 Marzo 2009
Sull’argomento carcere si è scritto di tutto, io stessa ho descritto più volte la sensazione della privazione della libertà, pur avendone parlato così tante volte non è mai abbastanza per descrivere ciò che si prova allorché si sentono i blindi che si chiudono alle spalle; si rimane incerte per un attimo sulla soglia perché ancora non credi sia vero, che sia successo proprio a te.
Ti siedi vicino alla finestra per sentire l’odore dell’aria primaverile che arriva fino a te, per ascoltare il cinguettio degli uccelli che vedi volare in cielo e sogni di poter essere come loro LIBERA e dici a te stessa: ” dai ancora un po’ di pazienza e poi arriverà anche per te la libertà”, solo che sembra che quel giorno non arrivi, che si allontani sempre di più e allora voli con la fantasia, chi lo fa con le parole, chi con la mente, chi, come me, prova a scacciare il demone della carcerazione e della solitudine descrivendo il dramma della solitudine, sia esso in carcere o dentro di te, è quella la vera disperazione, ma sì, perché anche se siamo con persone come noi, private della libertà, ci sentiamo soli, infinitamente soli.
Liana
di Sonia,
16 Marzo 2009
Scrivetemi, e se avete qualche poesia o filastrocca mandatemela, così io la mando alla mia cara dolce mamma, a mia sorella e a mio fratello, a cui voglio un mondo di bene. Il mio pensiero e le mie preoccupazioni sono sempre vicine a loro, e vorrei essere là.
Adesso lavoro, e ringrazio dio, perché il pensiero si concentra su altre responsabilità, e non si sta chiuse troppo in cella. Poi il giovedì vado a scuola di attività creative. Facciamo fiori di carta, cestini, biglietti di auguri. E’ bello e interessante, serve per un futuro fuori, e il tempo passa più in fretta.
Poi, un giorno, tutta questa sofferenza finirà, e tornerò dalla mia famiglia.
Vi abbraccio tutti. Abbracci pieni di affetto, e bacioni. Siete nel mio pensiero.
di Sonia,
8 Marzo 2009
Per tutti voi del blog.
Crisi
Un uomo passeggia per le vie del centro città con la moglie. Si ferma davanti a una vetrina e le dice: “Guarda, amore mio, guarda qua, pantaloni 20 euro, camica 17 euro, giubbotto in pelle 55 euro… vedi? Non sono prezzi alti! E poi parlano di crisi. Ma quale crisi?”
“Tesoro”, gli fa lei, “questo non è un negozio di abbigliamento, è una lavanderia.
Avarizia
Un giovane noto per la sua avarizia è stato ospite da un amico per oltre un mese, vivendo a sbafo. Arriva il giorno della partenza e l’amico lo accompagna alla stazione. Entrano in un bar per fare l’ultimo brindisi e, quando l’amico fa il gesto di pagare, l’avaro lo trattiene e dice: ah no, per un mese ho vissuto alle tue spalle… questa volta tiriamo a sorte.
Indovinello
Qual è il massimo dello spreco? Fotografare una zebra con una pellicola a colori.
di Alina,
5 Marzo 2009
1322 - Valle d’Aosta
Caccia alle streghe
In una delle valli laterali si trova un paesino in cui vive una certa Leontina, è una semplice guaritrice che usa le erbe, ma viene accusata di essere una strega; è un’accusa senza fondamento, purtroppo però alcune persone del paese affermano di averla vista a cavallo di una scopa ed in contemporanea in più luoghi. Asserirono anche che nei pressi della casa della donna, durante i pleniluni, si sentivano strani canti in una lingua sconosciuta e alcuni viandanti l’avevano vista ballare intorno ad un falò con altre donne; queste ed altre testimonianze la portarono sul rogo ove fu bruciata viva.
2009 - Torino
Chi di voi crede alle streghe? Io sono la discendente di questa Leonina, conosco le erbe che crescono dalle mie parti e l’uso più idoneo ma ad oggi non sono stata accusata di stregoneria bensì di altro. Lo sapete che la natura ci dona piante medicinali oppure veleni infallibili che non lasciano traccia? … Tranquilli, non intendo avvelenare nessuno, non sono Lucrezia Borgia, però la malva e la melissa con l’aggiunta di miele della mia valle sono erbe che curano un sacco di malanni con un semplice decotto e sono anche ottimi per le malattie bronchiali di questo lungo inverno, provare per credere… se vi fidate naturalmente!
Baci,
Alina