Archivio della Categoria 'Discorsi liberi'

Una pausa da tutto

Lunedì 9 Novembre 2009

Ciao a tutti, sono Alina e spero che chi mi ha seguita fino ad alcuni mesi fa non si sia dimenticato di me.
Avevo deciso di prendere una pausa da tutto e tutti, per riflettere e rimettere a posto alcune cose e nel frattempo mi è stato permesso di rimettere i piedi in libertà.
Per 11 ore ho riassaporato cos’è il mondo fuori da qua e credo che quel giorno resterà nella mia mente a lungo, così come è fissato indelebilmente il giorno del mio arresto. Credetemi, è stato un impatto incredibile ritrovarmi circondata da alberi, automobili e dalla vita quotidiana che scorre nel mondo esterno, senza sbarre e senza che nessuno ti dice cosa puoi o non puoi fare, cosa ti è concesso e cosa proibito. Ho avuto la fortuna di avere accanto a me persone che hanno reso una giornata dura un qualcosa di bello, scacciando tutte le paure e le fisse che avevo.
Alla fine di tutto mi sono resa conto che esistono persone ed associazioni che danno una mano a detenuti e persone disagiate senza chiedere nulla in cambio, grazie a loro anche le cose più difficili diventano facili facendoti sentire meno solo.
Un grazie a tutti,  Alina

Amica

Domenica 18 Ottobre 2009

Ieri è uscita la mia concellina, la mia amica, il mio sostegno, la mia energia… e pensare che appena ero entrata tutti mi dicevano che le vere amiche in carcere non esistono!
io sono qui da un anno e mezzo, lei era entrata 6 mesi dopo di me, avevamo legato fin da subito e non ci siamo più staccate l’una dall’altra. Al contrario di molte altre non abbiamo mai litigato seriamente e se avevamo qualche battibecco lo risolvevamo subito. non è facile trovare una persona in perfetta sintonia con te, di cui ti puoi fidare, con cui riesci ad aprirti e raccontarti, ma se la trovi e ci vivi 24 ore su 24 condividendo tutto, beh, aallora il peso della galera non lo senti più e il tempo vola senza che nemmeno te ne accorgi.
Penso che a livello umano ed emozionale, due sono le cose peggiori della galera: una è la convivenza forzata con persone a te incompatibili e la seconda è il distaccamento forzato da persone a te molto care.
Non fraintendetemi, sono molto felice per la sua libertà ma allo stesso tempo so aver perso la presenza di una persona per me molto importante e questo mi rattrista molto. In un anno ho trovato in lei quello che in 24 anni non ho mai trovato (e avrei voluto) in mia sorella.
Si per me lei è la mia sorella maggiore adottiva, è più di un’amica.
Forse chi non è mai stato in carcere non si rende conto di cosa significa vivere a stretto contatto 24 ore su 24 per giorni, mesi, anni. Mangiare insieme, dormire nella stessa stanza, scherzare, condividere momenti brutti, superare i dolori insieme, rapportarsi con tutte le persone e le situazioni che si creano in carcere. A nessuno augurerei mai di cadere in prigion, ma se proprio dovesse capitarvi vi auguro di trovare una persona speciale come è successo a me.
Io non amo molto gli essere umani, anche se appartengo a questa specie, ma credo ultimamente di averli rivalutati, perchè ho capito che l’importante non è dove sei e cosa fai ma con chi sei e come lo fai.
quindi grazie sorella mia, mi hai fatto fare proprio una bella carcerazione, spero di rivederti presto fuori!

Liana

Giovedì 1 Ottobre 2009

Un po’ di tempo fa avevo descritto come ci si sente a non poter essere vicino ai propri cari in certi momenti difficili, il senso di frustazione che ti coglie a non poter consolare e accudire chi amiamo con tutti noi stessi.
Questa volta voglio parlare di una persona che ha poco più di un anno di detenzione e sta soffrendo atrocemente perchè fra poco suo marito sarà operato ad un organo interno di ben tre tumori: due asportabili e uno no. Lei non può stargli accanto se non per pochissimi giorni dati dai permessi.

La vedo distruggersi per questa impotenza e mi dico fortunata perchè pur essendo in carcere e vedere la mia famiglia solo una volta al mese visto che sono distante da loro. Loro sono sani, stanno bene, solo che mi sento quasi più in colpa per questa mia fortuna e ringrazio il signore di questa mia benedizione. Io alla fine delle mie pene li vedrò tutti. Lei forse no, perchè i criminali escono, lei no con poco ancora da scontare. Perchè questa ingiustizia? Perchè è una poveraccia o una straniera. Vorrei che qualcuno mi spiegasse il perchè di tutto questo.

La vita dopo

Lunedì 21 Settembre 2009

Mi chiedo a volte come sarà la vita al di fuori di queste mura. Dopo anni di carcere, come sarà girare per le strade, senza l’assillo della detenzione, che è cominciata non il giorno della carcerazione, ma il giorno in cui mi sono resa conto di essere incappata nelle maglie della giustizia. L’incubo di quei giorni lontani è ancora vivo nella mia mente, non sapere se l’anno dopo avrei festeggiato il natale con la mia famiglia, evitare di fare progetti a lunga scadenza perché c’era la spada di Damocle sospesa sulla mia testa, sapere che da un momento all’altro sarei stata strappata all’affetto dei miei cari. E’ una cosa a cui non riesci a non pensare, c’è solo un pensiero nella tua mente: “perché tutto questo succede a me?”
Dopo anni sono stata prelevata, dopo essermi rifatta una vita in un’altra città, visto che ormai nel mio paese non potevo rimanere proprio per quelli che ho nominato in precedenza. Ero in ospedale per una malattia, sono stata prelevata così com’ero, in piagiama, e portata in carcere. Alle mie rimostranze mi sono sentita dire da un agente: “Coraggio, è la fine di un incubo”. Certo, ma ne è cominciato un altro. E, mi chiedo, questo incubo quando finirà?

Agosto

Martedì 15 Settembre 2009

C’è da pensare che da fuori si giri con occhi bendati oppure che le cose della vita non ci facciano più partecipi delle disgrazie altrui. Oppure che noi non avendo nientre altro da fare che stare attaccati alla televisione o che dicano qualcosa sulla situazione penitenziaria si stia più attenti ai telegiornali o ai giornali radio.Solo che a volte rimango allibita su quanto poco valga la vita umana.Guardando la televisione mi sembra di assistere ad una guerra che coinvolge l’intera umanità con un bollettino di morte pesantissimo: giovani morti per droga, per sfide impossibili, uccisi in maniera crudele per poco: una sigaretta, un paio di biscotti, anche se sei un tifoso di un altro colore, o mentre aspetti l’autobus o giri su uno scooter o moto, o semplicemente perchè esisti.Il fatto è che a nessuno importa, sei un numero su un giornale, un anonimo a cui hannom tolto la vita, per non parlare dei suicidi, cosa che in questi giorni va per la maggiore è il suicidio in carcere anche lì un numero su per giù intorno ai 60, ma 60 che cosa? Non 60 persone disperate che non vedendo una via d’uscita si sono uccise, solo un 60 molto anonimo.Si parla di cosa succede in carcere, il continuo via vai di persone che entrano ed escono dal carcere e mi sovviene il pensiero di chiedere dove sono finiti i valori di una volta, dov’è finito il rispetto per le vita umana, tutto ciò che i genitori di una volta insegnavano, senz’altro con qualche schiaffo in più. Ma quanto vorrei fare qualche passo indietro, ricevere insieme agli schiaffi anche gli insegnamenti inculcati nel rispetto sia della vita che delle cose altrui.Sembrerebbe questo mio discorso fuori luogo per una persona che sta in carcere, ma è proprio a causa di questo che sono rinchiusa, io non colpevolizzo nessuno ma quanto vorrei quegli schiaffi ora