Capitolo 2

di Francesco C., 2 Luglio 2009

Dario e Isabea erano eccitatissimi e non stavano nella pelle, nel momento in cui terminammo di salutare tutti i residenti ad Isabea scese un lacrimone, che gli solcò tutto il suo dolcissimo viso. Eravamo già sul promontorio che sovrastava l’accampamento che il mio pensiero era già rivolto all’incolumità di Isabea. Una forza superiore alla mia volontà dominava i miei pensieri, ero guidato inconsapevolmente ed ella era una delle ragioni per cui dovevo andare fino in fondo
Sulla fronte arricciata di Dario si legge tutta la sua preoccupazione, invece Isabea appare molto calma e tranquilla. Dopo esserci scrutati a vicenda diamo la briglia ai cavalli, e continuiamoil nostro cammino. Dopo circa tre ore il sole dominava l’immenso deserto, la sabbia luccicavacome se fosse un immenso tappeto di brillanti, e tutto appariva irreale, quasi magico.
“Telemaco!… Telemaco!” - urla Isabea scrutando con i suoi occhi luminosi come le stelle del cielo ed indicando con la mano un punto preciso: “Guardate là in fondo vicino a quelle piccole dune c’è qualcosa”. Noi rivolgemmo lo sguardo verso quel punto indicato e infatti notammo che qualcosa c’era.
Affrettammo il passo portando i cavalli al galoppo, grondavamo di sudore come delle fontane zampillanti. I cavalli, anche essi assetati, stanchi e sfiancati dal caldo, non ce la facevano più: dovevamo riposare un po’ tutti. La fortuna ci assisteva a quanto pareva… davanti a noi si mostrava una piccola oasi circondata da una piccola macchia di folta vegetazione.
Giunti nella piccola oasi rimanemmo stupefatti; non credevamo ai nostri occhi: c’era dell’acqua pura e fresca che sgorgava da una piccola fenditura di una roccia e i cespugli rigogliosi quasi non reggevano il peso delle bacche che sopportavano. Affrancammo i cavalli, dopo di che tranquillizate le povere bestie ci affrancammo anche tutti noi.
Il sole stava per tramontare, preparammo un riparo per la notte che in quelle zone erano molto fredde e la temperatura poteva scendere fino a raggiungere i 15 gradi sotto lo zero. Così rifocillati e messo a posto alcune piccole precauzioni ci apprestammo a passare la notte.
Quella notte sarebbe stata la prima notte che avrei trascorso con Isabea molto più vicino del giorno precedente, sentivo che ella mi volesse chiedere tante cose che aveva lì sulla punta della lingua. D’un tratto mi guardò fulminea e chiese: “Telemaco… ma tu sai quello che stiamo cercando vero?”. Dario anche prestò attenzione verso di noi per sentire la risposte che le avrei dato. “Certo.” - risposi -”So cosa stiamo cercando, ma il nostro viaggio è ancora lungo e per trovare la risposta alla tua domanda dovrai vedere con i tuoi stessi occhi. E non solo, mia cara Isabea, ma il tempo che abbiamo a nostra  disposizione non ci concederà molte distrazioni.”
Lei mi lancia un’ultima occhiata e nel mentre si rivolta sulla schiena coprendosi con la pesante coperta.

Ero bambino?

di Fiore, 30 Giugno 2009

E’ come se non ricordassi d’essere stato bambino. Mi capita di fare molta fatica nel ritrovare i giochi o divertimenti che fanno parte della nostra infanzia, mia! Quasi come non essere stato piccolo, ma solo una persona grande. Questo per commentare i miei pensieri d’oggi e leggendo la bella storia che mi ha scritto la casa Trisoglio.
Di aneddoti ne potrei scrivere, ma sono molti di più quelli negativi di quelli positivi, in riguardo all’amicizia, e allora dato il posto in cui mi trovo, che già di per sè è abbastanza pesante, sia fisicamente che mentalmente, mi diletto a parlare del più. Speravo che almeno quest’estate l’avrei trascorsa fuori, magari in ferie al mare o in montagna, dato che è parecchio che non vado a sciare, e invece ci sono stati dei conteggi di pene npn bene aggiornati.
Continuerò ad attendere in questo mondo di attesa, senza farmi troppo starvolgere la mente da questo carcere e continuando a parlare con i blogghist.
Cambio direzione, così che possa sapere se avete ricevuto qualche info sul come farci recapitare qualsiasi tipo di materiale che ci possa essere utile qui dentro tipo libri, cancelleria, pennelli, colori, quaderni, penne, cose che sono consentite dall’istituto anche se non sono in vendita qui.
Come avevo già accennato ai ragazzi che ci portano i vostri scritti, si può anche spedire a noi, presso la Sez. VI Prometeo del Blocco A, Istituto Lorusso e Cutugno, strada Pianezza n. 300 10151 Torino all’attenzione di Fiore. Ormai siamo già nel periodo estivo, si comincia ad andare in ferie, chi prima chi dopo e chi non, quindi un saluto e un pensiero di Cuore a tutti quelli che sono ricoverati, a tutti quelli che lavorano, a chi soffre in silenzio, ai malati un saluto di compagnia, agli anziani che sono sempre molto soli, a chi si sente solo in questo mondo troppo affollato.

Sei fantasie

di Francesco C., 27 Giugno 2009

Sei

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Sentieri

di Fiore, 25 Giugno 2009

Credevo che il mio viaggio
fosse giunto alla fine
all’estremo delle mie forze
che la via davanti a me fosse sbarrata
che le provviste fossero finite
e fosse giunta l’ora di ritirarmi
nel silenzio e nell’oscurità
ma scopro che la tua volontà
non conosce fine per me
e quando le vecchie parole sono morte
nuove melodie sgorgano dal cuore
dove i vecchi sentieri son perduti
appare un nuovo paese meraviglioso, il tuo

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figlio

di Francesco C., 21 Giugno 2009

figlio di una stella cadente
figlio di una luna splendente
sorgi in un raggio di sole
riempi questo cielo di colore
fiore profumato e seducente
soavi accarezzi la mia mente,
lacrima piccolo diamanti,
cuore che pulsa alimentato da amore ardente,
magia semplice ed evanescente,
piccola illusione della mente,
figlia di un’incommensurabile fanatsia,
del cuore e della mente

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