Archivio Autore

Un porto a puntini

Venerdì 17 Ottobre 2008

Questo è il secondo disegno che ci ha lasciato Bama prima di uscire. L’altro, una città di notte, lo abbiamo pubblicato la settimana scorsa.
Potete rivedere tutti i disegni pubblicati da Bama negli ultimi mesi qui.

Porto

Una città di notte

Venerdì 10 Ottobre 2008

Bama, che presto uscirà dal carcere, ci ha consegnato ancora due disegni da pubblicare. Il primo è il profilo notturno di una città.

Una città di notte

Time out

Lunedì 29 Settembre 2008

Avrei dovuto telefonare…
Libero da poco più di due mesi (a parte l’obbligo di firma in questura), respiravo i profumi della libertà e calpestavo i prati a me molto cari, ogni tanto ricevevo uno squillo sul cellulare…
Uscii di casa molto presto, non era ancora l’alba, ed il mio malessere avrebbe bussato presto, dovevo trovarmi pronto per soddisfarlo.
Il primo buco placò il malessere colmando il mio vuoto per pochissimo tempo, era ancora presto e l’aria delle 7 del mattino era ancora pungente… (PERCHE’ NON HO TELEFONATO?)
Il vuoto, quel vuoto che solo con un buco diventa calore, dovevo ancora alimentarlo: avrei voluto scappare, andare lontano, ma subito realizzai che non sarei potuto mai scappare, ero nuovamente cascato nel vuoto, quello buio e freddo dell’indifferenza e del non sapere più chi ero e cosa ero…
- Uno squillo - avrei dovuto spegnere il cellulare.
Ciao, ci vediamo
“Si”
Quanto ci metti
“Dieci minuti”
Preparo tutto
“O.K.!”
Mancava poco alle 11 del mattino, Alessandro ci mise dieci minuti, come mi aveva detto ma io mi ero già bucato un’altra volta, non potevo più aspettare, stavo troppo male.
Il malessere era placato, ma la voglia era ancora tanta, ci facemmo insieme, io ero già alla terza pera e sapevo che non sarebbe stata l’ultima della giornata…
Devo telefonare!
Il giorno s’era fatto pomeriggio ed io dovevo andare a firmare.
Torino centro: m’appoggiai ad un colonnato di via Po, ormai non sapevo più dove prendermi, ma dovevo ancora bucare.
Trovai un luogo appartato, avevo poco tempo, le 16 erano vicine e non potevo tardare la firma; guardai l’ora sul cellulare, nell’altra mano la siringa e in testa avevo sempre l’idea di telefonare, un altro buco e via… il resto è la cronaca del mio arresto.
Quello che ancora oggi mi fa stare male è aver fatto piangere un’Amica a me molto cara, e la prima cosa che farò quando uscirò sarà una telefonata importante, il dubbio è: RISPONDERA’?

Bama

p.s. - un affettuoso saluto a tutti gli amici che leggono questo blog fuori Italia.

Cinque giorni con lei

Venerdì 19 Settembre 2008

Ricordo benissimo.
Era una giornata ancora fresca, ma con un bel cielo azzurro. Me ne stetti un bel po’ sul balcone, al sole come una lucertola, fu quando tornai dentro che mi colpì un brivido in corpo.
Mi portai all’angolo della stanza. Tremante. Lei era tornata.
La prima cosa che pensai fu “strano”; il brivido passò, poi tornò. Cercai di non pensare: un po’ di ginnastica mi farà bene. Ma lei era ancora là.
La luce entrava nella stanza, ma non sentivo più il fresco della giornata. Un sudore freddo invadeva la mia fronte, e acide le sue gocce bagnavano i miei occhi. Mi colse all’improvviso, non riuscii a trattenermi. Senza quasi rendermene conto mi trovai chino a toccare il pavimento. Ora le mie mani erano umide del mio vomito, e l’odore acre e sgradevole che colpì il mio olfatto, penetrando prepotentemente nelle mie narici, arrivò come un proiettile nel cervello.
Erano passati cinque giorni e lei, la carenza, non se n’era mai andata.

Ora sto vivendo una  dimensione conosciuta, ma da molto tempo mai più praticata. Ho detto basta ad ogni anestetico, mi rendevano apatico, ma ciò che sto usando faccio fatica a capirlo.
Disegno, leggo, scrivo, l’eccitazione è tanta, e il tutto lo faccio con un’energia che non rammantavo di avere.
Mi torna in mente un commento di Alì, “quando ti sveglierai dall’essere sveglio”… Mi sono svegliato. I brividi sono gli stessi, ma diversi, respirando la droga della vita. Questo è un terreno tortuoso, pieno di trappole e dolore, pieno anche di bene e amore, e io non so come fare.
Tra poche settimane uscirò. Potrei non farcela, e allora ripendo ai miei novanta secondi.
Mi date una mano a capire il senso della vita.

Bimbi e disegni

Lunedì 28 Luglio 2008

Ciao Marta M., farti aspettare ancora un anno per risponderti è da persona sadica, ci sono persone come me quarantatreenni che amano coltivare il bimbo che è in loro, e i bambini sono sempre belli anche quando per ingenuità dicono cose che possono ferire un loro compagno… ma poi si sa tornano a giocare insieme, quindi viva l’animo infantile, ricordando però che siamo grandi e che nelle questioni serie dobbiamo essere tali.
Siamo quindi entrambi maggiorenni mi par di capire; io sono un cattolico non praticante, ogni tanto quando mi parte la brocca lancio qualche “porco…e porca…” ma chi se ne fotte, della filosofia buddista non m ne sono mai occupato, ma vengo ad una tua frase.
Io da ragazzo per pochi mesi sono stato a Firenze, vivevo facendo il madonnaro, ero giovane, ambizioso e idealista, forse ci ritorno, il mondo è piccolo, può darsi che ci si incontri in terra toscana e tu potresti apprezzare un mio disegno e donarmi un centesimo. Ti piace l’idea?
Ciao, Maurizio