A Perdamasco. Non ti conosco, non so se sei un uomo o una donna e neanche mi importa saperlo. Ti leggo con una certa ammirazione, hai le idee chiare e sei sempre molto diretto, senza inutili preamboli. Sono doti che apprezzo molto, grazie. Lorenzo
Agli amici della Trisoglio. Su un mio precedente scritto ho già esternato il desiderio di corrispondere con voi. Purtroppo i tempi di pubblicazione dei nostri scritti sono sempre lunghi a causa della procedura burocratica che devono seguire. Se solo avessi avuto un riferimento preciso vi avrei scritto una lettera, con il blog non si può fare diversamente. Un salutone, Lorenzo
Ciao Toni. Un compagno di fede sul blog è una sorpresa davvero gradevole. Noi qui lottiamo tutti i giorni per raggiungere un certo grado di serenità, e in questo senso la sfida è già vinta. Siamo noi a decidere come vogliamo sentirci, e io voglio stare bene, nonostante tutto. Un abbraccio, Lorenzo
Cara Chiara, chi come me ha perso tutto ha di suo solo la propria storia, il proprio vissuto. Un tesoro di esperienze positive e negative. Una vita vissuta all’insegna della trasgressione, ma fatta anche di sane passioni. Che imbarazzo dovrei provare a parlarne? Non ho mai fatto male a nessuno se non a me stesso, non me ne vergogno ma non ne vado orgoglioso. A presto.
Caro Edoardo, io sono un uomo di quasi cinquant’anni e ho imparato, per amore o per forza, ad apprezzare le poche cose che una situazione come la mia può offrire. La nostalgia dei miei figli che non vedo da anni, il desiderio di una vita normale, di una compagna con cui condividere il quotidiano, la voglia di riattivarmi professionalmente sono cose che smuovono tutto quello che può esserci in un uomo. Tutto questo si trasforma irrimediabilmente e romanticamente in malinconia. Un sentimento ambiguo, dolcemente doloroso. E’ folle ma è così.
Ciao Sabrina, in carcere non ci sono solo i cattivi, ci sono anche degli idioti come me, capaci di cazzate inenarrabili che si tramutano in anni di carcere. Rilassati e, se lo desideri, scrivi ancora. Ti leggerò con piacere. Un ciao al piccolo Lorenzo.
Mio buon Alfredo, vuoi sapere cosa mi dà la forza di andare avanti? Ma è l’amore per la vita, amico mio, ogni minuto, ogni secondo, meritano di essere vissuti il più intensamente possibile. Qualunque sia la situazione. Il carcere condiziona i corpi, ma cuore e mente sono una nostra gestione. Solo noi possiamo decidere se essere detenuti anche spiritualmente.
Ciao Lucia, non ricordo bene quali fossero i miei interessi a 19 anni, troppa acqua è scorsa sotto i ponti da quel tempo ad oggi. Tu e Maria Pia mi parlate di tabù ed io vi chiedo: i tabù non sono solo maschere che usiamo per nascondere i nostri timori? Non sono solo dei limiti che noi stessi mettiamo al nostro desiderio di conoscere e comprendere? Un abbraccio, Lorenzo
Caro Mauro, ripartire non è mai facile. Il buio spaventa solo gli incerti, quindi sii deciso e va per la tua strada, che quel “calcio in culo” sia ben piazzato e ti elevi quanto meriti. In bocca al lupo, Lorenzo.
Ciao Tina, tu credi che sarei sopravvissuto a questa esperienza se non avessi avuto la speranza di riprendere in mano la mia vita? Certo che è possibile: così come ho deciso, con il mio comportamento, che potevo entrare in carcere, così potrei decidere che il carcere ed io siamo diventati incompatibili. E’ una questione di stili di vita. A presto.