Archivio Autore

Il cibo

Giovedì 10 Maggio 2012

Il cibo: elemento di gioco, di piacere e di stare insieme

Il cibo: necessità e delizia di ognuno di noi. Attraverso di esso, nei più svariati modi, riusciamo ad assaporare i caratteri, la storia, la posizione geografica e la cultura di un’intera popolazione.
Ho sempre fermamente sostenuto che per chi viaggia uno dei metodi migliori per decifrare alcuni aspetti di una etnia in un tempo decisamente ridotto, è proprio quello di assaporarne la cucina locale.

Nel corso dei secoli, la capacità di accostare gli ingredienti, i più svariati, si è sviluppata in modo esponenziale. Creando i giusti equilibri, esaltando i singoli gusti è nato, con l’accostamento di nuovi sapori inconsueti, un nuovo modo di espressione dell’essere umano. Ditemi voi se questa non è arte!
Le varie pietanze le ho sempre paragonate alla vita: perché questa metafora?

Immaginate di dover assaggiare un delizioso ragù alla bolognese: se non avesse le giuste proporzioni degli ingredienti, al contatto con il nostro palato, il sugo risulterebbe troppo salato, al contrario insipido, oppure eccessivamente piccante. Un ottimo risultato nasce invece dal giusto equilibrio: l’esatta dose di sale, il pomodoro rosso maturo, l’olio lucido e profumato. Ma tra gli ingredienti quello che più conta è confrontarsi, documentarsi, fare tesoro dell’esperienza diretta e indiretta, dosare le nostre reazioni.

La vita è la stessa cosa: a volte amara, spesso per alcuni insipida, per altri piccante. Ci si può scottare, desiderarla diversa, oppure non voler cambiare niente di essa.

Tutto questo è la sua essenza. In tutti i casi: viverla.

In ricordo di un’amica

Venerdì 23 Marzo 2012

Conobbi Maura qualche anno fa, quando mi venne in mente di iscrivermi alle scuole superiori come privatista; così, tramite un’educatrice, mi fu presentata, essendo lei la coordinatrice scolastica. Mi colpì subito l’entusiasmo che ebbe nei miei confronti quando le spiegai che volevo ricominciare a studiare. Così da quel momento ebbi il grande piacere di approfondire questa conoscenza.

Ogni tanto passava dalla torrefazione dove lavoravo per consegnarmi dei fogli inerenti alla scuola e davanti a un caffè, che lei preferiva amaro, ci soffermavamo a parlare di temi legati spesso al sociale e dei modi per contestare le forme di oppressione.

Trovavo interessante la passione che metteva nell’affrontare i vari discorsi e che nei miei riguardi non si poneva come una maestrina perbenista che bacchettandoti ti diceva: “Hai fatto il cattivo, non si fa”, ma tutt’altro, ascoltandomi interessata replicava senza quel velo di falso moralismo che adotta chi non vuole prendere posizione,

Concludendo vorrei dire due ultime cose: la prima è che ad oggi considero l’incontro con Maura un’esperienza di vita che mi porterò dentro per sempre; la seconda è che credendo profondamente che noi siamo anche quello che lasciamo al nostro passaggio, lei ne è la prova, vivendo un po’ in tutti noi,

Risposte

Sabato 12 Novembre 2011

RISPOSTA AL COMMENTO DELLA CASA DI TISOGLIO

Vi ringrazio per le vostre risposte se volete comunicare con me io sarò sempre disponibile.
Saluto tutti con affetto, comunicare con voi per me è importantissimo.

RISPOSTA AL COMMENTO DI ALINA ROSSI
grazie per il tuo punto di vista, mi fa piacere comunicare con te. E’ vero che nella vita bisogna sapere cosa fare
un saluto

Risposta a Silvia

Mercoledì 9 Novembre 2011

Cara Silvia,

scusa per il ritardo nella risposta, causa qualche problema “tecnico”. Ad oggi, con la consapevolezza appresa, potrei dire che nel corso della vita riusciamo a farci delle domande sui vari problemi checi si presentano. Le risposte purtroppo non sempre le abbiamo nello stesso momento. Credo perchè non sempre all’occorrenza si hanno gli strumenti adatti o necessari. Nel caso specifico potranno essere: un bagaglio culturale e di esperienze maggiore

IL CONFINE parte III

Martedì 22 Marzo 2011

Così senza accorgermene, mi ritrovai nella mano sinistra il paio di jeans rossi, simbolo del passato adolescenziale fatto di ricordi dolci di un tempo che sembrava lontanissimo; mentre nella mano destra la pistola automatica, testimonianza di quello che ero diventato e di cosa dovevo essere pronto ad aspettarmi per il futuro.

In quel momento presi i jeans, li ripiegai per bene e come si fa con un neonato, li appoggiai delicatamente, lasciando lì anche i miei ricordi, con un velo di dolce nostalgia.

Anche se di colpi a quel tempo ne avevo già fatti parecchi, quel giorno me lo ricordo come il confine che ha delimitato il prima con il dopo.

 

IL CONFINE parte II

Giovedì 10 Marzo 2011

Avevo quasi finito, mi mancava da togliere dall’armadio solo una pila formata da quattro maglioni.

Non era un caso che l’avessi lasciata per ultima, il motivo era perchè sotto gli indumenti, c’era nascosta un’ automatica.

Nell’angolo sinistro in mezzo a dei pantaloni piegati , vi era un paio di jeans rossi, era da tanto tempo che non li adocchiavo.

Essi mi ricordavano una foto fatta con un mio caro amico in un’estate di qualche anno prima.

Fù un periodo della mia vita irripetibile, forse gli ultimi momenti di spensieratezza.

IL CONFINE. parte I

Martedì 1 Marzo 2011

In una giornata piovosa, il cielo era tutto grigio, mi ritrovavo nella mia camera a riordinare l’armadio.

Avevo tirato fuori i maglioni per poterli ripiegare uno ad uno e fare anche una stima di quello che avevo.

Non ero triste, ma in compenso penserioso, forse la giornata aiutava ad esserlo, dando quella parvenza di dolce malinconia.

Mi girai verso la finestra, attirato dal tintinnio della pioggia che a cadenza continuava, batteva sui vetri appannati, conseguenza della differenza di calore verso l’esterno.

Se tu fossi…

Sabato 31 Luglio 2010

Se tu fossi una rosa
io ti coltiverei
per vederti sbocciare
incantato dal tuo splendore
e avvicinandomi mi pungerei.
Se tu fossi una vallata verde
io ti percorrerei, correndo fino all’affanno
per poi inciampare ad una buca
coperta dalla fresca erba mattutina.
Se tu fossi una divinità in un tempio
io ti adorerei
per poi scorgere nelle mura
le crepe del tempo che ti hanno attraversata
o mio ormai più
irrangiungibile desiderio.

Notte perenne

Martedì 20 Luglio 2010

Notte
che assopisci l’estenuante carica del giorno
porti il tutto in un mansueto riposo
tu che prendi la vita
cullandola in un dondolio
ondeggiante
ai ritmi della fresca brezza.
Custode dei sogni più profondi
che al tuo arrivo
prendono vita
sfociando in un mondo
d’incanto.

Caffè

Martedì 6 Luglio 2010

Odo il suo gorgoglio
preannunciando così l’arrivo
dell’inebriante aroma
cercandomi per tutta la stanza
avvolgente cattura i miei sensi
regalando un piccolo momento di piacere
cullandomi dopo in un mansueto ricordo