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Diventando Grandi

Mercoledì 14 Dicembre 2011

Si cresce con la speranza di diventare grandi, poi una volta grandi si vorrebbe tornare bambini, si la vita è questa: una storia che ognuno di noi racconta come vuole. Si cammina, si corre, si sta fermi, poi ci si accorge che tutto sta dentro di noi, si cerca la soluzione e comincia un’altra storia che non cambia mai, ma si ha l’impressione di aver preso conoscenza di noi stessi, poi si scivola e si ricomincia tutto.

Divento un concerto con 1000 violini, 100 trombe e tutti gli strumenti del mondo, ma la musica è sempre quella fino a che si ha la piena consapevolezza che tutto comincia per finire, come il bimbo che una volta diventato grande vuole tornare bambino.
Non è giusto rinunciare a noi stessi per una carriera, non è giusto rinunciare a noi stessi per delle decisioni dettate dagli altri o che gli altri prendono per noi: è giusto riconoscersi in quello che si dice in quello che si fa.
Non voglio soffocare la mia onda, la devo cavalcare da quando nasce a quando muore, non devo spaventarmi di riconoscere me stesso, devo amre l’uomo con tutte le sue sfaccettature, ho voglio di crescere e non voglio tornare bambino. Sono sull’onda e la cavalcherò fino alla morte.

Madre 2

Lunedì 12 Dicembre 2011

Ci sono delle urla, tendo l’orecchio, sento dei pianti e mi accorgo che sono pianti di gioia. mi domando” ma è possibile piangere di gioia?”

o dio, è una mamma che mette al mondo la sua creatura”.

Capisco ora il sentimento che una mamma dà alla sua creatura, è un misto di dolore e di gioia, la forza si fa strada comincia un amore puro, un legame che attraversa 1000 ostacoli senza perdere la forza. Carne che si mescola alla carne, come la notte che sposa il suo giorno in un altare unico, sotto un messaggio di vita in un legame che nasce per non morire mai. Unica è l’amore, unica è la mamma.

Madre

Sabato 10 Dicembre 2011

Cara mamma.
Ti amo come un figlio amma la sua mamma.
Mi hai insegnato a camminare, poi io ho voluto correre.
Mi hai insegnato a parlare, poi io ho voluto gridare.
Mi hai insegnato a mangiare, poi io mi sono abbuffato.
Mi hai insegnato ad amare, io ho tenuto la fiamma ma non ne ho fatto un falò.
Oggi che sei lassù mi illumini, mi regali luce anziché buio, mamma, oggi so cosa dovrò dire ai miei figli.
Eri un angelo tra noi, sei un angelo per tutti.
Dio voglia lasciarti splendere da lassù per l’eternità.
Tuo figlio, grazie mamma, grazie stella

La morte

Giovedì 8 Dicembre 2011

Ti ho immaginata, ho cercato di conquistare la vita e ti vedevo negli altri ma oggi, che sei entrata nella mia vita, soffro come non ho mai fatto. sono confuso, sfasato, i miei ricordi si accendono e parte un film: il film della vita passata assieme a te mamma.

Il pensiero di averti persa mi confonde, mi toglie quella certezza che una mamma ti dà.

Mi costringi a crescere mamma, credevo di essere diventato grande, ma eri tu che mi facevi sentire grande con la tua pazienza, con la tua forza, con il tuo amore che non mi hai mai fatto mancare. mi hai insegnato tutto quello che di buono sono io oggi, scaccio con forza quello che io ho aggiunto che tanto ti ha fatto soffrire .mamma ho ancora tanto bisogno di te, ti prego anche da lassù continua a seguirmi affinchè io possa assomigliarti

Perché le ruspe ci stanno scavando…

Lunedì 7 Novembre 2011

Mi domando in che era stiamo vivendo, vorrei condividere con voi alcuni pensieri che mi attanagliano la mente e mi imprigionano in uno stato di pesantezza presente e futura.
Uno, parto dalla politica, io ho 43 anni vissuti pienamente, un percorso direi pieno di colpi di scena.
Tornando all’oggetto della discussione che vorrei porvi, parto col dirvi: Oggi la politica dov’è?
Sarà forse nelle mutande di Berlusconi? Sarà forse nella barca a vele di D’ Alema?
Sarà forse nelle ricchezze dei politici?
No, a mio parere sta nel pensiero dell’uomo, nei valori mai scritti, nella voglia di giustizia e non di potere, nell’equilibrio della famiglia, nella parola vissuta e non in quella scritta dal segretario di turno, lontano da trucchi, cipria o fard per apparire in uno di quei canali televisivi che permettono l’espressione della politica, lontana da sindacati che accumulano ricchezze e hanno stipendi che fanno arrossire loro stessi quando debbono pronunciarli, lontani da festoni e cenoni da epoche romane dove si imbastivano tavolate alla faccia del popolo .
Sono incazzato perché tutti partono UMILI e finiscono INUTILI, si parla molto di politica, ma capisco e mi rendo conto che seminano il campo come dei bravi contadini e invece di prendere solo i frutti dal terreno, prendono anche la terra perché, lasciata la zappa partono con le ruspe, svuotano il terreno rendendolo nudo e privo di forza, ecco il terreno siamo noi, ci lasciamo coltivare pensando che riescano a far crescere qualcosa da noi stessi, ma quando cominciamo a capire qualcosa è tardi, perché le ruspe  ci stanno scavando.

Il percorso

Lunedì 31 Ottobre 2011

Parto ma non arrivo,
arrivo ma non ricordo quando sono partito
Dio
Scusa ma dove sono?
Figlio
Sei lì
Grazie
Ora lo so.

La tela bianca

Sabato 15 Ottobre 2011

Cazzo, non vedi cosa esce da quella tela bianca?

Guarda bene, lì c’è la nostra vita la nostra gente, cose mai viste, parole strette in noi stessi, musica, aria, acqua e fuoco. Mi domando quanto starai soffrendo per non capire che in quella tela c’è tutto quello che la vita ti offre.
Io non mi sento né Aldo e né Gino, anzi non voglio essere né Aldo, né Gino. Ma se guardo la tela sono sia Aldo che Gino. Voglio essere Aldo e Gino con tutto me stesso, ma solo lì nella mia tela bianca.

Come mi chiamo

Mercoledì 12 Ottobre 2011

Come mi chiamo.

Come mi chiamo non so. Sono felice, piango, rido, ho in mano la vita, sto volando e non ho paura di cadere, strana sensazione, tutto mi gira intorno. O sono io a girare intorno a tutto?

Ma non mi importa, ora sto bene e voglio che questo non finisca, lì ho tutto, sono qua ma so di essere anche là, voglio lavorare e guardare a domani.

Sono felice e va bene così.