Ciao carissime e carissimi.
Finalmente un po’ di relax mi permette di potermi dedicare alla scrittura. Tra le tante cose mi sono chiesto più e più volte su quanto mi faceva notare Valentina, che riassumo semplicemente in “voglia di vivere il quotidiano e paura di uscire”.
Cara Valentina, l’unica mia vera paura è quella di restare ancora qui… oltre le sbarre. Anche se è vero che le cose da fare sono molteplici durante la giornata, è anche vero che questo è il regno della monotonia statica, ed è proprio questa che non solo mi fa paura, ma mi terrorizza. E’ utile ciò che mi hai fatto notare, pensieri, riflessioni, che a ognuno di noi “credo” vengano fuori nei momenti in cui siamo tristi o euforici. E non è mai semplicemente rispondersi, vuoi per non sentire dolore, vuoi perché mai nessuno ti chiede, e i problemi iniziano proprio dal non chiedere mai all’altro. Sento sempre ripetere a una buona parte di persone “Io ho già i miei da pensare, e non ho tempo”.
Io sono convinto che spesso non vogliamo chiedere e tantomeno stare a sentire l’altro, in quanto le problematiche sono quasi sempre simili alle nostre, il che comporta mettersi in gioco, scoprirsi, affrontarsi. Detto così sembra la cosa più semplice del mondo, poi quando ci si ritrova a tu per tu prevale il silenzio e spesso anche l’imbarazzo.
A prestissimo. Un bacione a tutti.
Aglianò Salvatore
PS Anche se accade che non posso far pervenire in tempo i miei scritti e le mie risposte vi invito vivamente a scrivere voi tutti. Ancora un abbraccio, sempre io, più intrepido che mai.