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Il criceto

Venerdì 30 Giugno 2006

Alle volte penso che la mia condizione attuale di persona “non-libera” sia molto simile a quella di un criceto.
Ora vi spiego perché.
Un criceto vive in una gabbia e passa la maggior parte del tempo a dormire, mangiare o a fare un po’ di moto girando nella ruota. Poi, ogni tanto, una mano caritatevole gli apre la porta della gabbia e lui esce, pensando di essere libero. Mentre invece è solo cambiata la dimensione della gabbia. La gabbia ora si chiama stanza e, quando scade il tempo della sua fittizia libertà, la stessa mano che gli ha aperto la gabbia diventa molto meno caritatevole e la richiude con il criceto dentro.
Anche io devo cercare di fare passare il tempo. Per farlo escogito una serie di espedienti, tipo dormire il più possibile, guardare dei programmi osceni alla televisione, metterci più tempo possibile per fare qualsiasi cosa. E anche a me viene aperta la porta della “gabbia”, e mi trovo in uno spazio più ampio, che si chiami corridoio, socialità, aria o sala colloqui, e anch’io come un criceto non sono mai libero.
Né nel tempo, né nello spazio.
C’è solo una sostanziale differenza tra me e un criceto, che lui molto probabilmente è nato e cresciuto in una gabbia, mentre io conosco la vera libertà di andare quando e dove voglio, conosco gli ampi spazi, gli sterminati orizzonti, senza vedere solo sbarre e muri.
Ma il criceto non ha potuto scegliere, io invece sì, quindi che dire?
Sono proprio un pirla!

Carlo

Complicato mantenere gli affetti

Giovedì 11 Maggio 2006

Salve a tutti.
Sono un “ragazzo” della sezione Prometeo e mi è stato dato l’arduo compito di raccontare la serata teatrale che si è svolta all’interno dell’istituto lo scorso 7 aprile.
Il tema della serata era l’affettività. Una parola che può avere diversi tipi di lettura ma che, soprattutto per noi detenuti, dà molto da riflettere.
Siamo partiti con una rappresentazione teatrale che parlava dell’importanza di rimanere in qualche modo aggrappati alla speranza di avere un contatto con l’esterno, sia pure in modo scherzoso. Ad esempio con la lettura di un oroscopo, oppure ricevendo la lettera di una persona cara, spesso attesa con molta ansia.
Poi c’è stata una breve, purtroppo, discussione su come noi viviamo, da reclusi, le problematiche legate agli affetti. Ci sono state delle osservazioni molto interessanti. A parte qualcuno che ci ha “illuminato” sul fatto che l’uomo è uomo e la donna è donna (notevole vero?), soprattutto è venuto fuori il fatto che è molto complicato mantenere gli affetti, vuoi per il fatto che si logorano, vuoi perché non sempre le persone a noi care condividono le nostre scelte.
La serata è stata un momento di riflessione per noi e speriamo anche per le persone che sono intervenute. Ora non mi rimane che salutarvi, sperando di trovarvi al prossimo appuntamento.

A nome di tutti i “ragazzi” della sezione, Carlo