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La casa di riposo Trisoglio

Sabato 8 Marzo 2008

Gli ospiti della casa di riposo mi hanno scritto di quelle bellissime feste di cui la Sicilia è piena. Io personalmente ho visto, essendo di Catania, la festa della Santa patrona della Città, che è Sant’Agata ed è molto famosa in tutta la Sicilia, e quella di Siracusa, molto bella anche lei. Pittoresca e coinvolgente è la sfilata di Prizzi, con i diavoli e la morte, ed è molto emozionante poi vedere l’incontro con Gesù e la Vergine.
Ringrazio tutti gli ospiti della casa di riposo, e in particolare la signora Nicolina, che mi ha rituffato nel passato e nelle mie origini, di cui sono orgogliosissimo.
Volevo anche ringraziare Carla per la sua bellissima lettera. Vorrei che ci dassimo del tu. Anche questo è un modo per accorciare le distanze. Io sono convinto di essere un pessimo scrittore, ma poi ci si mette di fronte e senza essersi mai visti né conosciuti dopo qualche lettera sembra invece, e forse lo è, di conoscersi a fondo.

Un grazie e un saluto a tutti. Francesco

Il mio stato

Sabato 1 Marzo 2008

Leggo nei quotidiani di questi giorni, con una certa insistenza, la volontà della Russia e soprattutto del suo leader Putin di una reale intenzione ad un riarmo ed una rincorsa per mettersi al pari con gli altri Paesi dell’occidente, prima tra tutti la Nato. Sì, la Nato di cui noi (Italia) facciamo orgogliosamente parte. L’Occidente che professa a gran voce Pace, Democrazia, Libertà, quell’Occidente che in nome di questi slogan continua a spendere non so quanti soldi, non ne ho proprio idea, per ricerche su armi sempre più sofisticate e su gas o batteri capaci ormai di colpire solo i comunisti, o i single, o solo i divorziati o gli ex preti, dipende… quell’Occidente che va in Iraq a destabilizzare il suo dittatore o a Kabul a portare la democrazia, non capisco, gli Afgani devono per forza essere democratici? Non possono scegliere cosa essere?
Ah… ho capito, la democrazia attuale è come il cristianesimo nel medioevo; se non eri cristiano la chiesa ti insegnava ad esserlo con un bel falò…!!! Poi uno si sentiva proprio come ardere e si convertiva!
Che stupido a non esserci arrivato prima.
Ma torniamo a noi, destabilizzare un dittatore è proprio un atto di libertà, perché si libera un intero popolo da una dittatura e da una privazione di democrazia e libertà, se poi questo dittatore non ci vende più il suo petrolio, neanche l’Onu lo può più salvare. Putin sembra abbia ben chiara la piega da far prendere alla Russia e anche se il 2 marzo ci saranno le presidenziali e cambierà il vertice, il suo erede, che tra l’altro è il candidato delfino Medvedev, continuerà la linea già intrapresa da Putin che lamenta una “reale” paura di un eventuale attacco esterno. Con l’indipendenza del Kossovo e i
progetti di difesa antimissilistica in Polonia la Russia è costretta a prendere adeguate misure di sicurezza. Io… speriamo che me la cavo.

Francesco

Fuga da Alcatraz

Sabato 23 Febbraio 2008

Ciao Ali. Sono felicissimo della tua decisione e lo sono ancora di più per quello che mi dici. E’ vero, sono una persona molto riservata, ma socializzo con estrema facilità con chicchessia.
La mia riservatezza sta nel fatto che non parlo mai di me, ma mi narro.
L’ambiente che mi circonda non produce amicizie fraterne, come un campo di papaveri produce questi fiori, ma ti assicuro che se non si usa rispetto, educazione e tolleranza, la vita qui dentro non ti sorride. E questo vale per tutti. Che poi un atteggiamento di circostanza ci può stare.
E’ altrettanto vero che esistono, in non pochi casi, amicizie nate qua che durano nel tempo. Se avete visto il film “Fuga da Alcatraz”, questo è un altro pianeta, qua non girano film, questa è tutta realtà, una realtà che si vive 24 ore su 24, per giorni, mesi, anni.
Ho letto anche un commento di Leda, che mi ha fatto pensare. Non ho potuto non soffermarmi sull’ora in cui è stato scritto, e ho voluto immaginare perché mettersi a quell’ora davanti al computer per scrivere a uno sconosciuto. Poi, in un nanosecondo, mi sono detto: “Ma tu in questo momento non stai facendo la stessa cosa?”. Infatti adesso è notte inoltrata, e io scrivo sempre la sera, anzi, la notte.
Sarà perché ho fatto le scuole serali.
Leda, non avrai fatto le scuole serali anche tu?

Un saluto a Ali, a Leda, a tutti. Francesco

Noi stiamo dentro

Lunedì 18 Febbraio 2008

D: i tuoi commenti sono molto forti, è questo che intendevo. Non ho mai dubitato che volessi dare “giudizi”. Al contrario, la totale disponibilità al colloquio e al proporti per fare qualcosa per noi sono una conferma che sei una persona sensibile e disponibile (il che non è poco!) ai problemi che questa nostra società ha.
Ho un amico che mi dice sempre: “Se una persona che sta in carcere ha perso, vuol dire che la società tutta ha perso”. E su un altro punto sono totalmente d’accordo con te: anch’io ho più fiducia in un ladro che in un politico!
Quanto scrivi è tutto vero, è molto doloroso una volta fuori essere etichettati con facilità e superficialità, ma una parte della colpa è nostra che non abbiamo saputo gestire le nostre vite al punto di finire in guai come questi.
D, quacosa per noi tu (come tutti coloro che ci rispondono) lo stai già facendo continuando ad “incontrarci”.
Cambiando argomento, ho visto delle trasmissioni in tv per le “morti bianche” come vengono definite da quel Gad Lerner, che a mio avviso è un gran giornalista, quelle successe sulla nave World Trader. Su questo sappiamo che ne parleremo vita natural durante, perché non credo che cesseranno dall’oggi al domani.
Ti ringrazio molto per l’articolo inviatomi, che ho trovato estremamente interessante, come gran parte dei reportage di questo giornalista.

GABRI: Leggendo il tuo commento mi è sembrato di rileggere alcune righe che io ho scritto e inviato al blog. Spero che tu le legga o le abbia già lette. Lo scritto si chiama Incontri e con altre parole ho detto alcune stesse cose che poi ho letto nel commento. Abbiamo delle somiglianze e mi rallegra il fatto che la mia mente non è poi così distorta dal luogo. Questo microcosmo che amplifica tutto in smisurata maniera. Ci si rallegra per poco o nulla e ci si rattrista per gli stessi motivi, per una lettera un po’ diversa da come ce l’aspettavamo, o perché non è proprio arrivata, per un colloquio “saltato” con i nostri familiari, e poi, il rovescio della medaglia: tutto ciò che non ci uccide, ci fortifica. E’ vero, è bello ricordare. Il brutto è vivere di ricordi. Sei una donna molto determinata e sicuramente anche molto forte, il collegio ha forgiato quella donna sicura che oggi sei. Grazie per il tuo ottimismo pienamente condiviso. Spero leggerai Incontri e mi darai il tuo commento. Mi interessa molto.
A presto.

Francesco

Grazie

Domenica 10 Febbraio 2008

Lascerei solo questa parola, grazie, da pubblicare sul blog, ma in questo momento la mia mano sembra inarrestabile, va da sola, quasi non so cosa voglia scrivere e dire. La cosa ben chiara ed entrambi è che voglio davvero ringrziare tutte le persone che mi scrivono, commentando che ciò che scrivo gli piace. A dire il vero non so se essere più contento o più stupito.
Non è vero, lo so.
Perché non immaginavo neanche lontanamente che più persone potessero trovare interessi o riscontri in quanto dico. Naturalmente lo speravo, però nella vita raramente le cose che speriamo avvengano poi alla fine accadono. Si punta sempre, o quasi, su fatti che hanno risultati certi. Invece ho trovato una realtà che non conoscevo ed è per me… bello, semplicemente.
Non ho mai scritto così tanto in vita mia, e mai con tutta questa voglia di farlo. adesso non sono più chiuso nella mia celletta, ma sono al bar all’angolo di casa, e parlo con le persone che ogni mattina incontro facendo colazione. Incontri che se vengono a mancare ne accusi il colòpo, perché ci piace conversare su quello che ci succede intorno, e spettegolare su Sarkozy e la Bruni che si sposano in unn rito riparatore perché lei è in dolce attesa.
Alla fine è questa la vita, la quotidianità è la vera libertà. Fin quando non la perdi sembra che non ti accorgi di quanto sia importante.
Grazie. Francesco

Incontri

Martedì 29 Gennaio 2008

Il tempo scandito dai giorni, dai mesi, dagli anni. E’ un tempo di ricerca e di scoperta che non rende le cose più vecchie ma le può rinnovare all’infinito.
Attraverso immagini, volti ci si incontra su un treno, ad una festa, in un parco o ci si può incontrare (come in questo caso) su internet. E’ l’incontro col mondo che vive affianco a noi, nella stessa via o nel paese limitrofo. Ma sempre un mondo vicino, parte della grande famiglia a cui tutti apparteniamo.
Incontri veri, da persona a persona, dove mettersi nei panni degli altri; entrare nelle altrui realtà e nelle altrui vite ci permette di entrare più a fondo nella nostra realtà e nella nostra vita.
Un incontro ove sono molteplici i motivi che fanno sentire i significati forti dell’amicizia.
Quante storie e pagine di Storia nascono e sono nate da quel che a noi sembra un semplice incontro… a pensarci ogni cosa nasce da un incontro…
La solitudine, l’isolamento forzato soffoca la vita, appanna i nostri sogni, erge dei muri e costruisce prigioni da entrambi i lati.
Premendo a manetta sull’acceleratore della mia fantasia incontro (a tu per tu) chi mi legge, non mi spiego il perché ma ciò mi rallegra. Questo ponte che mi porta in più luoghi soffoca la mia paura di guardarmi intorno e di non sperare di avere un altro “Incontro”.
Ciao
Francesco

Chi siete voi?

Giovedì 17 Gennaio 2008

Ho ricevuto un commento sul blog da D. Cosa sei? Un uomo, una donna, siete un gruppo? Nel commento usi il plurale, e non senza un pizzico di presunzione ti candidi a modello per tutti. Non che questo mi dispiaccia, anzi mi dice che ho intrapreso un dialogo con una persona ricca di se stesso/a.
Mi ha molto toccato lo stato d’animo di D. nel farmi leggere l’articolo su quella che è a mio avviso la tragedia più immane degli ultimi decenni, tra quelle capitate sul lavoro. Molto commovente il racconto, che narra il clima e l’ambiente di quell’ormai macabro luogo, la Thyssenkrupp.
E’ vero, la mia vita è molto importante anche dietro le sbarre. Lo è perché un giorno, neanche troppo lontano, tornerò ad esserne padrone. Certo, ora non lo sono.
Ci sono poche cose qua che ti fanno sentire “vivo”. La comunicazione con il mondo esterno è una di queste. D. mi chiede cosa potete fare voi per noi. Intanto vorrei sapere, chi siete voi? Poi, si potranno affrontare argomenti più o meno utili per iniziare a costruire qualcosa di costruttivo. Vi pare?
Io sono un ultraquarantenne siciliano, ma d’adozione torinese. Ho una profonda stima, anzi una vera ammirazione per le persone che hanno un occhio per il sociale. Non lo dico solo perché potrei essere parte in causa, ma perché ne sono pienamente convinto.
Spero di rileggervi presto e, nell’attesa, vi saluto.
Francesco

Lettera

Giovedì 10 Gennaio 2008

Questo post è stato scritto da Francesco il giorno 11/12/2007 e dunque non può tener conto di tutti i tragici avvenimenti successivi a tale data.

Io sono Francesco, mi trovo ristretto presso la sezione Prometeo ma non scrivo sul blog per raccontare chi e cosa sono io, sicuramente i miei compagni prima di me vi avranno dato idea di cosa siamo, secondo me degli “sfortunati disperati”. Evito così di scrivere un libro già scritto.
Voglio invece parlare di quanto è successo qualche giorno fa a Torino, dell’immane sciagura alle acciaierie Thyssen Krupp e dei quattro operai arsi e deceduti dopo chissà quale agonia.
Costantemente informato da “La Stampa”, ho letto che uno di loro ha chiesto ai soccorritori prima di spirare: “Salvatemi vi prego, ho due bambini in tenera età”… credo che ogni commento a questa disperata frase di un padre sia superfluo. Non riesco neanche ad immaginare il senso di impotenza degli altri operai, dei lavoratori tutti.
Quel senso d’impotenza che tutti noi conosciamo anche nel quotidiano, quando si va alla mutua a prenotare una visita o quella multa che non meritavamo.
Sono curioso di vedere la celerità della magistratura, la rapidità dell’inchiesta, l’individuazione delle responsabilità e le punizioni degli eventuali colpevoli. Ma in questi casi siamo tutti consci della lentezza della giustizia.
Ho letto inoltre in un articolo, e ciò mi rende ancora più amaro quanto è successo (se fosse possibile), che l’INAIL aveva a disposizione un tesoretto mai utilizzato di risorse che già doveva servire per impedire tali tragedie.
So di non essere un modello di persona, ma davanti a queste morti atroci di persone che escono di casa per recarsi al lavoro e non fanno più ritorno mi sembra di essere fortunato ad essere uno “sfortunato disperato”.
Francesco