Vissuti difficili
Lunedì 24 Settembre 2007Cara Virginia, amica mia, psicoterapeuta abituata ad ascoltare storie di ogni tipo, Certamente brava ad analizzare il vissuto di una persona prima di formulare una diagnosi e decidere una terapia. Riesci ad immaginare quanti ragazzi ho visto passare in questo luogo in tanti anni di detenzione? Tante storie,Virginia, uguali o diverse tra loro, ma che portano tutte nello stesso luogo. Il carcere.
Storie di violenza, di droga, di disperazione.
Giovani cresciuti in famiglie disastrate, con un livello di vita ben al di sotto la soglia della povertà.
Ragazzi “educati” con la violenza dal padre o dai fratelli già delinquenti incalliti.
Bambini di dieci, dodici anni costretti a vivere a contatto con la droga, usata e spacciata in casa.
Vado avanti con le citazioni? No, credo di aver reso l’idea.
“Potevate pensarci prima”. Che frase infelice amica mia.
Molti di quei ragazzi non hanno avuto alcuna possibilità di pensare, ora pagano i loro debiti con la giustizia ed è giusto. Purtroppo però devono pagare anche per colpe che non hanno, per una eredità ricevuta a livello educativo e culturale.
Vorrei farveli conoscere questi ragazzi, vorrei farvi ascoltare le loro storie e farvi guardare i loro occhi mentre le raccontano.
Le attenuanti giuridiche possono alleggerire una pena, ma questo non ci riguarda. Le attenuanti morali, la ricerca delle cause scatenanti possono alleggerire un’esistenza altrimenti condannata ad una vita di solitudine ed emarginazione.
Guarda bene che non sto parlando di uno o dieci ragazzi. Sono davvero tanti ad essere in queste condizioni, tantissimi, troppi per fingere di non sapere, sentendosi liberi di sentenziare.
Io invito tutti a riflettere su quel “potevate pensarci prima”.
Ciao splendida amica, un abbraccio.
Lorenzo

