Un treno verso sud

di Dobermann, 13 aprile 2007

Ventiseiesima puntata. Leggi le altre puntate

Dopo quasi sedici mesi, Roby era libero.
Telefonò ad Any. Roby disse: ciao, io ho bisogno di vederti. Any rispose: dimmi dove e quando.
Fissammo l’appuntamento presso la sua abitazione, proprio sotto casa c’era un bar, ci vediamo lì, disse Any.
Roby, arrivato al bar, citofonò. Any in pochi minuti arrivò e tra i due fu subito l’esplosione contenuta dell’emozione. Gli occhi di entrambi non ebbero modo di nascondere l’eccitazione che essi provavano l’uno per l’altra.
seduti al tavolino, brindamo al ritorno. Arrivò anche il suo nuovo amore, che Roby aveva già visto in passato nelle zone frequentate da Roby e Any.
Roby non rimase deluso alla vista di quell’uomo che faceva parte di Any, anche perché sapeva di lui da una lettera recapitata da Any.
Ero libero, ma senza un punto di riferimento, così dissi ad Any: vado a Napoli, appena arrivo ti telefono, ricorda che presto abbiamo un processo assieme. Any rispose ok, telefonami mi raccomando. Roby partì per Napoli, sapeva che la storia con Any era finita, anche perché seppe che faceva ancora uso di droga, e perché oltretutto aveva chiesto a Roby cinque euro, non le bastavano i soldi per la dose. Cinque euro che poi mi restituì.
Any sapeva che era finita, ma nel vedermi le si aprì il cuore e le scattò la confusione dei sensi.
Mentre il treno correva verso sud, nella mia carrozza c’era una bella ragazza, scattò subito l’attrazione e tra una birra e l’altra ci lasciammo andare con giochi erotici, ma senza andare oltre.
La ragazza mi lasciò il suo numero e scese a Genova. Roby continuò il suo viaggio.

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