<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress/2.3.3" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>
<channel>
	<title>Commenti a: Chi siete voi?</title>
	<link>http://www.dentroefuori.org/prometeo/francesco/chi-siete-voi/?&amp;owa_from=feed&amp;owa_sid=</link>
	<description>Il blog dei detenuti del carcere di Torino.</description>
	<pubDate>Wed, 30 May 2012 07:22:55 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.3.3</generator>
		<item>
		<title>Di: claudia</title>
		<link>http://www.dentroefuori.org/prometeo/francesco/chi-siete-voi/#comment-10215</link>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 19:04:05 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.dentroefuori.org/prometeo/francesco/chi-siete-voi/#comment-10215</guid>
		<description>buonasera a tutti voi...ho avuto mio fratello dentro per un po' di tempo, ora e' sposato molto maturo e responsabile...penso che il passato di una persona e' passato, l'importante dopo e' essere intelligenti e saper vivere la vita in modo semplice e sereno.perche' non puo' essere pubblicato l'indirizzo elettronico ? claudiacleo.t@hotmail.com</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>buonasera a tutti voi&#8230;ho avuto mio fratello dentro per un po&#8217; di tempo, ora e&#8217; sposato molto maturo e responsabile&#8230;penso che il passato di una persona e&#8217; passato, l&#8217;importante dopo e&#8217; essere intelligenti e saper vivere la vita in modo semplice e sereno.perche&#8217; non puo&#8217; essere pubblicato l&#8217;indirizzo elettronico ? <a href="mailto:claudiacleo.t@hotmail.com">claudiacleo.t@hotmail.com</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Luigi Prizzi</title>
		<link>http://www.dentroefuori.org/prometeo/francesco/chi-siete-voi/#comment-4411</link>
		<dc:creator>Luigi Prizzi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jul 2008 18:03:02 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.dentroefuori.org/prometeo/francesco/chi-siete-voi/#comment-4411</guid>
		<description>ciao. io mi chiamo luigi. sono finito quasi per caso in questo sito e ho letto l'intervento degli Ospiti della Casa di Riposo Trisoglio. Io sono uno studente e sono di Prizzi. Mi ha fatto piacere leggere del mio paese raccontato tramite i ricordi,credo, della signora Nicolina. Allora ho pensato, se a voi può fare piacere, che posso mandarvi via mail delle foto della pasqua a Prizzi e del ballo dei diavoli così che i ricordi di Nicolina possano avere un riscontro, per così dire, "visivo". Potete mandarmi la vostra mail all'indirizzo ben_amon@libero.it. Ciao.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciao. io mi chiamo luigi. sono finito quasi per caso in questo sito e ho letto l&#8217;intervento degli Ospiti della Casa di Riposo Trisoglio. Io sono uno studente e sono di Prizzi. Mi ha fatto piacere leggere del mio paese raccontato tramite i ricordi,credo, della signora Nicolina. Allora ho pensato, se a voi può fare piacere, che posso mandarvi via mail delle foto della pasqua a Prizzi e del ballo dei diavoli così che i ricordi di Nicolina possano avere un riscontro, per così dire, &#8220;visivo&#8221;. Potete mandarmi la vostra mail all&#8217;indirizzo <a href="mailto:ben_amon@libero.it">ben_amon@libero.it</a>. Ciao.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: patrizia</title>
		<link>http://www.dentroefuori.org/prometeo/francesco/chi-siete-voi/#comment-3908</link>
		<dc:creator>patrizia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Mar 2008 12:08:02 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.dentroefuori.org/prometeo/francesco/chi-siete-voi/#comment-3908</guid>
		<description>ciao francesco, stavo leggendo tutti i commenti e direi che quel mister D. mi ha lasciato un po' perplessa. intanto quando si vive...purtroppo in carcere per degli anni (io ne ho fatti dieci), ne dobbiamo prenere consapevolezza e lavorare su come vorrei vivere una volta fuori, perchè è là che la libertà dell'individuo fa brutti scherzi.
che all'esterno ci siano tanti pregiudizi è normale, oddio non  tanto, ma è semrpe stato così. per quanto ho potuto sperimentare sulla mia persona, i primi mesi sono quelli più duri ma non solo perché gli altri ti guardano, magari sei nella tau città e sapendo dove eri, ti additano, ti fanno le battutine. a me è successo e poi le donne detenute lo sai come sono classificate... quindi immagina te e pensa che prima di tornare tra le braccia di un uomo ne è passato di tempo.
ma volevo dire a mister D e mcondivido la posizione di Tiziana, che la galera non deve rimanere uno spettro della propria vita. deve essere quallo che di peggiore abbiamo vissuto, pagato ma che ci rinforza per il futuro. e dobbiamo essere noi detenuti fuo9ri a non  sentirci il peso delle sbarree prima di tutto, poi viene anche tutto il resto.
francé sii forte.

ciao patrizia</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciao francesco, stavo leggendo tutti i commenti e direi che quel mister D. mi ha lasciato un po&#8217; perplessa. intanto quando si vive&#8230;purtroppo in carcere per degli anni (io ne ho fatti dieci), ne dobbiamo prenere consapevolezza e lavorare su come vorrei vivere una volta fuori, perchè è là che la libertà dell&#8217;individuo fa brutti scherzi.<br />
che all&#8217;esterno ci siano tanti pregiudizi è normale, oddio non  tanto, ma è semrpe stato così. per quanto ho potuto sperimentare sulla mia persona, i primi mesi sono quelli più duri ma non solo perché gli altri ti guardano, magari sei nella tau città e sapendo dove eri, ti additano, ti fanno le battutine. a me è successo e poi le donne detenute lo sai come sono classificate&#8230; quindi immagina te e pensa che prima di tornare tra le braccia di un uomo ne è passato di tempo.<br />
ma volevo dire a mister D e mcondivido la posizione di Tiziana, che la galera non deve rimanere uno spettro della propria vita. deve essere quallo che di peggiore abbiamo vissuto, pagato ma che ci rinforza per il futuro. e dobbiamo essere noi detenuti fuo9ri a non  sentirci il peso delle sbarree prima di tutto, poi viene anche tutto il resto.<br />
francé sii forte.</p>
<p>ciao patrizia</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: valentina</title>
		<link>http://www.dentroefuori.org/prometeo/francesco/chi-siete-voi/#comment-3840</link>
		<dc:creator>valentina</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Feb 2008 16:11:09 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.dentroefuori.org/prometeo/francesco/chi-siete-voi/#comment-3840</guid>
		<description>Ho trovato per caso questo blog e ho letto con molto piacere le vostre lettere e vorrei sapere se fosse possibile intraprendere un'amicizia semi epistolare con detenuti ke hanno bisogno di parlare un pò grazie mille Valentina</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho trovato per caso questo blog e ho letto con molto piacere le vostre lettere e vorrei sapere se fosse possibile intraprendere un&#8217;amicizia semi epistolare con detenuti ke hanno bisogno di parlare un pò grazie mille Valentina</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Casa di Riposo Trisoglio</title>
		<link>http://www.dentroefuori.org/prometeo/francesco/chi-siete-voi/#comment-3555</link>
		<dc:creator>Casa di Riposo Trisoglio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jan 2008 10:26:13 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.dentroefuori.org/prometeo/francesco/chi-siete-voi/#comment-3555</guid>
		<description>Caro Francesco,
siamo gli Ospiti della Casa di Riposo Trisoglio di trofarello,
siamo circa un'ottantina di persone con varie origini e culture e vorremmo raccontarle una storia che arriva da un paese della Sicilia.
La signora Nicolina racconta che la domenica di Pasqua della cittadina di Prizzi (Pa) prevede l'abbellimento della via principale e l'incontro delle statue del Cristo Risorto e di Maria Addolorata, scortata da due angeli che portano in mano una lancia. Ai piedi delle due statue si trovano due figuranti che, tute rosse ed una maschera in viso, impersonano i diavoli che devono baciare i piedi delle due statue prima del loro incontro.
Essi hanno una catena in mano e sono accompagnati da un altro figurante in tuta gialla e con una balaustra in mano che rappresenta la morte.
I tre hanno il compito di disturbare e di ritardare l'incontro tra Madre e Figlio muovendo le loro armi e ballando ai loro piedi, finchè, dopo tre tentativi d'incontro , la Madre riconosce il Figlio e si libera del manto nero del lutto per rivelare il vestito della gioia, in colori più tenui; in questo momento intervengono i due angeli per colpire i diavoli con le loro lance.Ma i due si devono subito separare per poi arrivare ad un successivo incontro, preceduto da un momento più profano che prevede la presenza musicale, altri movimenti dei tre figuranti gia citati che disturbano i fedeli per raccogliere le offerte che andranno a coprire le spese dell'affitto dei costumi.
Il terzo incontro prevede un ulteriore intervento dei due angeli che colpiscono i due diavoli, il simbolo del male, mentre la morte non è toccata perchè è già stata sconfitta dal Cristo. Anche in questo caso la Madonna si libera del manto nero. Si hanno poi altri due incontri tra le due statue.
La lotta tra bene e male ha un'ulteriore rappresentazione, sempre a Prizzi, ma stavolta dal sapore più profano rispetto alla precedente.
Alcuni cittadini si travestono da diavoli grazie all'ausilio di grandi maschere torve e di costumi rossi ed attraversano la città con l'intento di prendere dei prigionieri da condurre all'inferno. Tale luogo non è altro che una comune "osteria" dove i dannati sono obbligati a bere vino e ad offrirlo ai presenti.
Solo a tarda sera, quando oramai le botti saranno svuotatem interverrà la Vergine, accompagnata da uno stuolo di Angeli, a liberare i malcapitati, nonostante un ulteriore intervento dei maligni che cercheranno ancora di corrompere i malcapitati offrendo dei dolci.  

Questa storia è una storia siciliana come le sue origni e speriamo che sia stata di suo gradimento.

Saluti

Gli ospiti
Angiolina,Piero, Carolina, Valeria, Carla, Rosanna, Rita, Margherita, Gina, Maggiolina, Margherita, Anna, Caterina, Rosa, Lidia, Giuseppina, Assunta, Giuseppina, Teresa, Suor Anna, Irma, Giaele, Nicolina, Ulisse, Giulia, Giovanna.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Francesco,<br />
siamo gli Ospiti della Casa di Riposo Trisoglio di trofarello,<br />
siamo circa un&#8217;ottantina di persone con varie origini e culture e vorremmo raccontarle una storia che arriva da un paese della Sicilia.<br />
La signora Nicolina racconta che la domenica di Pasqua della cittadina di Prizzi (Pa) prevede l&#8217;abbellimento della via principale e l&#8217;incontro delle statue del Cristo Risorto e di Maria Addolorata, scortata da due angeli che portano in mano una lancia. Ai piedi delle due statue si trovano due figuranti che, tute rosse ed una maschera in viso, impersonano i diavoli che devono baciare i piedi delle due statue prima del loro incontro.<br />
Essi hanno una catena in mano e sono accompagnati da un altro figurante in tuta gialla e con una balaustra in mano che rappresenta la morte.<br />
I tre hanno il compito di disturbare e di ritardare l&#8217;incontro tra Madre e Figlio muovendo le loro armi e ballando ai loro piedi, finchè, dopo tre tentativi d&#8217;incontro , la Madre riconosce il Figlio e si libera del manto nero del lutto per rivelare il vestito della gioia, in colori più tenui; in questo momento intervengono i due angeli per colpire i diavoli con le loro lance.Ma i due si devono subito separare per poi arrivare ad un successivo incontro, preceduto da un momento più profano che prevede la presenza musicale, altri movimenti dei tre figuranti gia citati che disturbano i fedeli per raccogliere le offerte che andranno a coprire le spese dell&#8217;affitto dei costumi.<br />
Il terzo incontro prevede un ulteriore intervento dei due angeli che colpiscono i due diavoli, il simbolo del male, mentre la morte non è toccata perchè è già stata sconfitta dal Cristo. Anche in questo caso la Madonna si libera del manto nero. Si hanno poi altri due incontri tra le due statue.<br />
La lotta tra bene e male ha un&#8217;ulteriore rappresentazione, sempre a Prizzi, ma stavolta dal sapore più profano rispetto alla precedente.<br />
Alcuni cittadini si travestono da diavoli grazie all&#8217;ausilio di grandi maschere torve e di costumi rossi ed attraversano la città con l&#8217;intento di prendere dei prigionieri da condurre all&#8217;inferno. Tale luogo non è altro che una comune &#8220;osteria&#8221; dove i dannati sono obbligati a bere vino e ad offrirlo ai presenti.<br />
Solo a tarda sera, quando oramai le botti saranno svuotatem interverrà la Vergine, accompagnata da uno stuolo di Angeli, a liberare i malcapitati, nonostante un ulteriore intervento dei maligni che cercheranno ancora di corrompere i malcapitati offrendo dei dolci.  </p>
<p>Questa storia è una storia siciliana come le sue origni e speriamo che sia stata di suo gradimento.</p>
<p>Saluti</p>
<p>Gli ospiti<br />
Angiolina,Piero, Carolina, Valeria, Carla, Rosanna, Rita, Margherita, Gina, Maggiolina, Margherita, Anna, Caterina, Rosa, Lidia, Giuseppina, Assunta, Giuseppina, Teresa, Suor Anna, Irma, Giaele, Nicolina, Ulisse, Giulia, Giovanna.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lorenzo</title>
		<link>http://www.dentroefuori.org/prometeo/francesco/chi-siete-voi/#comment-3545</link>
		<dc:creator>Lorenzo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jan 2008 15:47:27 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.dentroefuori.org/prometeo/francesco/chi-siete-voi/#comment-3545</guid>
		<description>Però anche io, che posso accedere persino a internet, questo articolo ad esempio me l'ero perso. Mi sembra una buona cosa consigliarsi a vicenda materiale che possa arricchire il dibattito. un saluto a tutti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Però anche io, che posso accedere persino a internet, questo articolo ad esempio me l&#8217;ero perso. Mi sembra una buona cosa consigliarsi a vicenda materiale che possa arricchire il dibattito. un saluto a tutti</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: tiziana</title>
		<link>http://www.dentroefuori.org/prometeo/francesco/chi-siete-voi/#comment-3539</link>
		<dc:creator>tiziana</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jan 2008 17:47:00 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.dentroefuori.org/prometeo/francesco/chi-siete-voi/#comment-3539</guid>
		<description>guarda mister D che i detenuti possono leggere i giornali e guardare la tv</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>guarda mister D che i detenuti possono leggere i giornali e guardare la tv</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: D.</title>
		<link>http://www.dentroefuori.org/prometeo/francesco/chi-siete-voi/#comment-3538</link>
		<dc:creator>D.</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jan 2008 15:41:32 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.dentroefuori.org/prometeo/francesco/chi-siete-voi/#comment-3538</guid>
		<description>Caro Francesco,


Ecco un altro articolo sulle morti bianche, che rendono l' Italia un paese poco civile.

CRONACA 
Morti sul lavoro
lutti di serie B
di GAD LERNER

"FACCIAMO notizia solo quando ci scappa il morto", lamentano milioni di operai italiani retrocessi alla soglia della povertà. Purtroppo hanno torto. Per fare notizia, bisogna che la morte sul lavoro aggredisca l'aristocrazia operaia: come i giovani diplomati della ThyssenKrupp, la seconda generazione dei meridionali immigrati a Torino; e come i lavoratori esperti soffocati ieri nella stiva 4 della nave "World trader" a Porto Marghera. Operai accomunati pure dalla consuetudine al lavoro notturno che vale forse qualche maggiorazione in busta paga, ma li relega ancor più ai margini della nostra consapevolezza. 

Solo quando il fuoco e il veleno ghermiscono categorie che pensavamo garantite, ci interroghiamo. Perché Paolo Ferrara e Denis Zanon sono stati calati in una camera a gas? Perché il respiratore di pronto soccorso era privo d'ossigeno? Perché a Torino gli estintori non venivano ricaricati? Perché vigevano standard di sicurezza inferiori rispetto a linee analoghe dello stabilimento tedesco? 

Perché l'acciaieria Ilva di Taranto, detentrice del triste record italiano delle morti sul lavoro, ha applicato solo di recente un protocollo aziendale che in effetti riduce di un terzo gli incidenti? La risposta si trova nella debolezza contrattuale dei lavoratori: spesso il sindacato, pur di salvaguardare l'occupazione, ha sopportato deroghe alla priorità assoluta di una sicurezza che costa investimenti e necessiterebbe di manager sensibili. 

Adesso si sono bloccati, in sciopero, i portuali di tutta Italia. Categoria orgogliosa, già frantumata dalla ristrutturazione della logistica in cui s'è dissolta la capacità di ricatto che invece fa la forza dei camionisti. 

Perduti i privilegi delle antiche compagnie, suddivisi in una rete di ditte appaltatrici, fra loro c'è chi continua a strisciare in cunicoli alti 90 centimetri, o a essere calato giù dai boccaporti dentro stive profonde, insidiose come miniere. Dove una fiamma ossidrica può accendere l'inferno: capitò il 13 marzo 1987 alla MecNavi, un cantiere del porto di Ravenna. Nella stiva della gasiera "Elisabetta Montanari" persero la vita tredici operai. Il più giovane era al suo primo giorno di lavoro nero. 

La tragedia della MecNavi richiamò l'attenzione dell'Italia sull'allora inedita piaga del precariato, con la fretta che impone di rinunciare alla prudenza. Ma allo choc seguirono processi lentissimi, condanne miti, risarcimenti tardivi, la ricusazione dei sindacati come parte civile. E anche allora i legali dell'impresa si trincerarono sulla linea difensiva che più offende i colleghi e i familiari delle vittime: tutta colpa della leggerezza dei lavoratori. 

Vent'anni dopo condizione del lavoro operaio in Italia è peggiorata, anziché migliorare. E la produttività si è imposta come esigenza prioritaria rispetto alla tutela della vita umana. Al di fuori delle residue concentrazioni industriali, per esempio nell'edilizia, i morti operai vengono di fatto considerati di serie B. Se privi di contratto regolare, difficilmente le loro famiglie ottengono sostegno economico. Ma adesso che la prevenzione perde colpi anche nei luoghi di produzione in teoria più tutelati, avvertiamo i guasti profondi che l'insicurezza - come una metastasi - diffonde in tutto il mondo del lavoro. 

La coincidenza fra lo scandalo delle morti bianche, la perdita di potere d'acquisto dei salari, il ritardo nel rinnovo dei contratti, la metà delle famiglie italiane che vivono con meno di 1900 euro al mese, sta innescando un clima di conflitto diverso dalle stagioni del passato. La politica ha da tempo interrotto ogni relazione con la fabbrica, resta distante a leccarsi le ferite. Insensibile. La lotta di classe figura come un retaggio anacronistico, inservibile, sovrastata dai flussi della globalizzazione. Ma ciò non garantisce più la tanto invocata pace sociale. 

Il nuovo conflitto operaio scatenato dall'insicurezza e dai bassi redditi, ma più ancora dall'umiliazione inflitta ormai a due generazioni di lavoratori manuali, dall'indifferenza che respirano intorno a sé, può avere esiti imprevedibili. Non stiamo ritornando all'Ottocento luddista. Se gli operai non otterranno l'udienza che gli è dovuta, se il governo non riuscirà ad avviare una significativa redistribuzione delle risorse, la nostra società affluente farà i conti con una rabbia difficile da instradare nei binari della democrazia e della contrattazione sindacale. 

Ricordo, nei giorni immediatamente successivi al rogo della ThyssenKrupp, un calcolo numerico aberrante diffuso dal leghista Mario Borghezio: nei soli primi tre mesi del 2007 si sono contate più vittime del lavoro di quanti non siano stati tutti i morti degli anni di piombo, stragi comprese. Ragionare così sarebbe barbaro. Ma devo chiedermi cosa possa scattare in delle giovani menti disperate, di fronte a un'ingiustizia sociale che uccide tutti i giorni, anche quando si potrebbe evitare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Francesco,</p>
<p>Ecco un altro articolo sulle morti bianche, che rendono l&#8217; Italia un paese poco civile.</p>
<p>CRONACA<br />
Morti sul lavoro<br />
lutti di serie B<br />
di GAD LERNER</p>
<p>&#8220;FACCIAMO notizia solo quando ci scappa il morto&#8221;, lamentano milioni di operai italiani retrocessi alla soglia della povertà. Purtroppo hanno torto. Per fare notizia, bisogna che la morte sul lavoro aggredisca l&#8217;aristocrazia operaia: come i giovani diplomati della ThyssenKrupp, la seconda generazione dei meridionali immigrati a Torino; e come i lavoratori esperti soffocati ieri nella stiva 4 della nave &#8220;World trader&#8221; a Porto Marghera. Operai accomunati pure dalla consuetudine al lavoro notturno che vale forse qualche maggiorazione in busta paga, ma li relega ancor più ai margini della nostra consapevolezza. </p>
<p>Solo quando il fuoco e il veleno ghermiscono categorie che pensavamo garantite, ci interroghiamo. Perché Paolo Ferrara e Denis Zanon sono stati calati in una camera a gas? Perché il respiratore di pronto soccorso era privo d&#8217;ossigeno? Perché a Torino gli estintori non venivano ricaricati? Perché vigevano standard di sicurezza inferiori rispetto a linee analoghe dello stabilimento tedesco? </p>
<p>Perché l&#8217;acciaieria Ilva di Taranto, detentrice del triste record italiano delle morti sul lavoro, ha applicato solo di recente un protocollo aziendale che in effetti riduce di un terzo gli incidenti? La risposta si trova nella debolezza contrattuale dei lavoratori: spesso il sindacato, pur di salvaguardare l&#8217;occupazione, ha sopportato deroghe alla priorità assoluta di una sicurezza che costa investimenti e necessiterebbe di manager sensibili. </p>
<p>Adesso si sono bloccati, in sciopero, i portuali di tutta Italia. Categoria orgogliosa, già frantumata dalla ristrutturazione della logistica in cui s&#8217;è dissolta la capacità di ricatto che invece fa la forza dei camionisti. </p>
<p>Perduti i privilegi delle antiche compagnie, suddivisi in una rete di ditte appaltatrici, fra loro c&#8217;è chi continua a strisciare in cunicoli alti 90 centimetri, o a essere calato giù dai boccaporti dentro stive profonde, insidiose come miniere. Dove una fiamma ossidrica può accendere l&#8217;inferno: capitò il 13 marzo 1987 alla MecNavi, un cantiere del porto di Ravenna. Nella stiva della gasiera &#8220;Elisabetta Montanari&#8221; persero la vita tredici operai. Il più giovane era al suo primo giorno di lavoro nero. </p>
<p>La tragedia della MecNavi richiamò l&#8217;attenzione dell&#8217;Italia sull&#8217;allora inedita piaga del precariato, con la fretta che impone di rinunciare alla prudenza. Ma allo choc seguirono processi lentissimi, condanne miti, risarcimenti tardivi, la ricusazione dei sindacati come parte civile. E anche allora i legali dell&#8217;impresa si trincerarono sulla linea difensiva che più offende i colleghi e i familiari delle vittime: tutta colpa della leggerezza dei lavoratori. </p>
<p>Vent&#8217;anni dopo condizione del lavoro operaio in Italia è peggiorata, anziché migliorare. E la produttività si è imposta come esigenza prioritaria rispetto alla tutela della vita umana. Al di fuori delle residue concentrazioni industriali, per esempio nell&#8217;edilizia, i morti operai vengono di fatto considerati di serie B. Se privi di contratto regolare, difficilmente le loro famiglie ottengono sostegno economico. Ma adesso che la prevenzione perde colpi anche nei luoghi di produzione in teoria più tutelati, avvertiamo i guasti profondi che l&#8217;insicurezza - come una metastasi - diffonde in tutto il mondo del lavoro. </p>
<p>La coincidenza fra lo scandalo delle morti bianche, la perdita di potere d&#8217;acquisto dei salari, il ritardo nel rinnovo dei contratti, la metà delle famiglie italiane che vivono con meno di 1900 euro al mese, sta innescando un clima di conflitto diverso dalle stagioni del passato. La politica ha da tempo interrotto ogni relazione con la fabbrica, resta distante a leccarsi le ferite. Insensibile. La lotta di classe figura come un retaggio anacronistico, inservibile, sovrastata dai flussi della globalizzazione. Ma ciò non garantisce più la tanto invocata pace sociale. </p>
<p>Il nuovo conflitto operaio scatenato dall&#8217;insicurezza e dai bassi redditi, ma più ancora dall&#8217;umiliazione inflitta ormai a due generazioni di lavoratori manuali, dall&#8217;indifferenza che respirano intorno a sé, può avere esiti imprevedibili. Non stiamo ritornando all&#8217;Ottocento luddista. Se gli operai non otterranno l&#8217;udienza che gli è dovuta, se il governo non riuscirà ad avviare una significativa redistribuzione delle risorse, la nostra società affluente farà i conti con una rabbia difficile da instradare nei binari della democrazia e della contrattazione sindacale. </p>
<p>Ricordo, nei giorni immediatamente successivi al rogo della ThyssenKrupp, un calcolo numerico aberrante diffuso dal leghista Mario Borghezio: nei soli primi tre mesi del 2007 si sono contate più vittime del lavoro di quanti non siano stati tutti i morti degli anni di piombo, stragi comprese. Ragionare così sarebbe barbaro. Ma devo chiedermi cosa possa scattare in delle giovani menti disperate, di fronte a un&#8217;ingiustizia sociale che uccide tutti i giorni, anche quando si potrebbe evitare.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Tiziana</title>
		<link>http://www.dentroefuori.org/prometeo/francesco/chi-siete-voi/#comment-3537</link>
		<dc:creator>Tiziana</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jan 2008 20:15:59 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.dentroefuori.org/prometeo/francesco/chi-siete-voi/#comment-3537</guid>
		<description>francesco volevo dirti una cosa, qualcuno di voi un giorno trascrisse sul Blog una splendida poesia di "Ti auguro tempo" e dovrebbe essere appesa in sezione. Leggila! Tu come lui di tempo lì dovresti averne e sono certa che lo utilizzi ogni giorno al meglio. Ti risaluto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>francesco volevo dirti una cosa, qualcuno di voi un giorno trascrisse sul Blog una splendida poesia di &#8220;Ti auguro tempo&#8221; e dovrebbe essere appesa in sezione. Leggila! Tu come lui di tempo lì dovresti averne e sono certa che lo utilizzi ogni giorno al meglio. Ti risaluto</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Tiziana</title>
		<link>http://www.dentroefuori.org/prometeo/francesco/chi-siete-voi/#comment-3536</link>
		<dc:creator>Tiziana</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jan 2008 20:02:56 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.dentroefuori.org/prometeo/francesco/chi-siete-voi/#comment-3536</guid>
		<description>ciao Francesco...rispondo a "mister D" semplicemente dicendo che prima di parlare e dare giudizi su persone troppo facilmente si renda conto che la prima persona che ha giudicato è proprio se stesso, e mettendosi ad un livello superiore rispetto a dei detenuti che oggi stanno pagando il loro debito con lo stato e si mettono in gioco attraverso questo Blog utilizzando il dialogo. Ci sono persone fuori che vengono giudicate proprio da persone che troppo facilment e puntano il dito ingiustamente proprio perché magari loro stessi hanno paura di ricevere da altri ciò che abilmente fanno senza essere scoperti.  ad esempio: il mio ex marito mi tradiva e accusava Me di tradimento. Mi sono spiegata? Tutti possiamo commettere errori indipendentemente dalla causa x la quale mettiamo l'azione quindi,mister D, come diceva saggiamente il tuo Gesù"chi è senza peccato scagli la prima pietra" conosco molti detenuti ed ex e credimi che la differenza fra loro e noi che siamo fuori non esiste. Chiunque può perdere il controllo e compiere azioni imprevedibili e perdere il controllo e quindi la stima ed il rispetto x la nostra vita e quella degli altri. Pensa che a 16 anni presa da un momento di rabbia e collera tirai fuori dal finestrino della propria auto un uomo che non curante sputo'e mi prese in pieno mentre ero in motorino. Mi andò bene perché dopo che gli resi pan x focaccia, non reagii.  Dipende solo da noi e dalla nostra consapevolezza e responsabilità delle nostre azioni. Tu sei fuori e non conosci la realtà di coloro che non sono liberi. La libertà non alloggia fuori Dal carcere ma dentro la vita di ognuno di noi solo se vogliamo essere liberi di esserlo. Francesco...Tu magari già ha creato la tua condizione di libertà lì dove sei così una volta fuori è già con Te. un saluto a te e a tutti i ragazzi della prometeo.  Tiziana</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciao Francesco&#8230;rispondo a &#8220;mister D&#8221; semplicemente dicendo che prima di parlare e dare giudizi su persone troppo facilmente si renda conto che la prima persona che ha giudicato è proprio se stesso, e mettendosi ad un livello superiore rispetto a dei detenuti che oggi stanno pagando il loro debito con lo stato e si mettono in gioco attraverso questo Blog utilizzando il dialogo. Ci sono persone fuori che vengono giudicate proprio da persone che troppo facilment e puntano il dito ingiustamente proprio perché magari loro stessi hanno paura di ricevere da altri ciò che abilmente fanno senza essere scoperti.  ad esempio: il mio ex marito mi tradiva e accusava Me di tradimento. Mi sono spiegata? Tutti possiamo commettere errori indipendentemente dalla causa x la quale mettiamo l&#8217;azione quindi,mister D, come diceva saggiamente il tuo Gesù&#8221;chi è senza peccato scagli la prima pietra&#8221; conosco molti detenuti ed ex e credimi che la differenza fra loro e noi che siamo fuori non esiste. Chiunque può perdere il controllo e compiere azioni imprevedibili e perdere il controllo e quindi la stima ed il rispetto x la nostra vita e quella degli altri. Pensa che a 16 anni presa da un momento di rabbia e collera tirai fuori dal finestrino della propria auto un uomo che non curante sputo&#8217;e mi prese in pieno mentre ero in motorino. Mi andò bene perché dopo che gli resi pan x focaccia, non reagii.  Dipende solo da noi e dalla nostra consapevolezza e responsabilità delle nostre azioni. Tu sei fuori e non conosci la realtà di coloro che non sono liberi. La libertà non alloggia fuori Dal carcere ma dentro la vita di ognuno di noi solo se vogliamo essere liberi di esserlo. Francesco&#8230;Tu magari già ha creato la tua condizione di libertà lì dove sei così una volta fuori è già con Te. un saluto a te e a tutti i ragazzi della prometeo.  Tiziana</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

<!-- Dynamic Page Served (once) in 0.330 seconds -->

