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	<title>Commenti a: Istruzioni per l&#8217;uso</title>
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	<description>Il blog dei detenuti del carcere di Torino.</description>
	<pubDate>Wed, 23 May 2012 16:04:11 +0000</pubDate>
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		<title>Di: ali</title>
		<link>http://www.dentroefuori.org/prometeo/francesco/istruzioni-per-luso/#comment-4101</link>
		<dc:creator>ali</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2008 11:19:21 +0000</pubDate>
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		<description>sforo in un altro post, ma vorrei aggiungere un appendice a quello che ho già scritto una volta.
"le paladine dell'ingenuità" prendono le mazzate, dirai forse tu. hai ragione, come no. bisogna corazzarsi e sviluppare una buona capacità di valutare persone e situazioni (come se fosse davvero possibile..). il trasformare le sconfitte, o presunte tali, in vittorie, come dici tu, è forse continuare a rialzarsi dopo ognuna di queste senza troppo cambiare un tuo principio d'azione in cui credi fortemente.
a proposito di incontri, sempre: se ogni persona ha un valore unico, suo, che può prescindere dalle sue azioni, che può non essere sbandierato al mondo (perchè il contatto col mondo molte volte è più che legittimo non desiderarlo), se in ogni persona esiste qualcosa che valga la pena conoscere e rispettare, se tutti questi "se" sono veri allora è profondamente etico NON negare le relazione e valore e rispetto nella relazione, quasi in qualsiasi contesto, quasi a qualsiasi costo, e anche a costo di una sofferenza.
trovo i rapporti di potere aberranti, e trovo che ci siano due scelte: decidere di NON cedere il potere a chi hai di fronte, e quindi decidere di NON conoscere; o decidere di conoscere, perchè lo vuoi (e volendolo rispetti automaticamente l'altra persona: ossia dici "sì, vale la pena che io ti conosca"), ed esser disposto a metter il potere in secondo piano, per farlo. magari cedendolo transitoriamente. magari poi pentendotene. ma se poi ne valeva la pena, e non te ne penti, ecco quello ripaga tutta sta trafila che mi sembra di aver tentato di spiegare in maniera orripilante. (anzi sono già invasa dal consueto disagio post-delirio pubblico:la sensazione fortissima, accompagnata da vampate al viso tipo menopausa, che non sia chiaro ciò che volevi dire..).
alla fine è un po' come il poker, forse, o la roulette.
alla fine, dentro le scatole di latta dei pelati, ci sono eccome, i pelati, e finchè c'è un pelato non si può esser totalmente inquinati...
ciao a presto
ali</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sforo in un altro post, ma vorrei aggiungere un appendice a quello che ho già scritto una volta.<br />
&#8220;le paladine dell&#8217;ingenuità&#8221; prendono le mazzate, dirai forse tu. hai ragione, come no. bisogna corazzarsi e sviluppare una buona capacità di valutare persone e situazioni (come se fosse davvero possibile..). il trasformare le sconfitte, o presunte tali, in vittorie, come dici tu, è forse continuare a rialzarsi dopo ognuna di queste senza troppo cambiare un tuo principio d&#8217;azione in cui credi fortemente.<br />
a proposito di incontri, sempre: se ogni persona ha un valore unico, suo, che può prescindere dalle sue azioni, che può non essere sbandierato al mondo (perchè il contatto col mondo molte volte è più che legittimo non desiderarlo), se in ogni persona esiste qualcosa che valga la pena conoscere e rispettare, se tutti questi &#8220;se&#8221; sono veri allora è profondamente etico NON negare le relazione e valore e rispetto nella relazione, quasi in qualsiasi contesto, quasi a qualsiasi costo, e anche a costo di una sofferenza.<br />
trovo i rapporti di potere aberranti, e trovo che ci siano due scelte: decidere di NON cedere il potere a chi hai di fronte, e quindi decidere di NON conoscere; o decidere di conoscere, perchè lo vuoi (e volendolo rispetti automaticamente l&#8217;altra persona: ossia dici &#8220;sì, vale la pena che io ti conosca&#8221;), ed esser disposto a metter il potere in secondo piano, per farlo. magari cedendolo transitoriamente. magari poi pentendotene. ma se poi ne valeva la pena, e non te ne penti, ecco quello ripaga tutta sta trafila che mi sembra di aver tentato di spiegare in maniera orripilante. (anzi sono già invasa dal consueto disagio post-delirio pubblico:la sensazione fortissima, accompagnata da vampate al viso tipo menopausa, che non sia chiaro ciò che volevi dire..).<br />
alla fine è un po&#8217; come il poker, forse, o la roulette.<br />
alla fine, dentro le scatole di latta dei pelati, ci sono eccome, i pelati, e finchè c&#8217;è un pelato non si può esser totalmente inquinati&#8230;<br />
ciao a presto<br />
ali</p>
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