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Nel nostro carcere

Mercoledì 17 Ottobre 2007

Alla redazione di Dentroefuori è arrivata una lettera indirizzata a Lorenzo da un gruppo di detenuti italiani in un carcere tedesco. La pubblichiamo qui di seguito.

Caro Lorenzo,
siamo un gruppo di detenuti italiani di un carcere vicino a Stoccarda. Frequentiamo un corso di lingua e cultura italiana. La nostra insegnante ci ha portato a conoscenza della tua lettera e della possibilità di comunicare con te e con altri detenuti attraverso Internet. Noi purtroppo non godiamo di questo privilegio, ma la nostra insegnante lo fará per noi.
Per prima cosa vorremmo dirti, sperando di consolarti, che nel nostro carcere, le condizioni sono molto peggiori di quelle dei carceri italiani. Abbiamo potuto fare i confronti perché uno di noi ha sperimentato le due realtà.
Ti facciamo alcuni esempi: l’igiene lascia molto a desiderare, l’assistenza medica é molto carente, il cibo é scadente e insufficiente, siamo obbligati a lavorare per un compenso ridicolo di 10 euro al giorno (lordi), abbiamo solo un’ora d’aria al giorno, le visite sono limitate a tre ore al mese, dobbiamo pagarci la TV (16.50 euro al mese), la spesa si può fare una volta al mese e con quello che guadagniamo riusciamo a mala pena a comprarci il tabacco ed il necessario per lavarci.
Questi sono solo alcuni dei disagi che affrontiamo giornalmente. Speriamo che ti sia reso conto che le condizioni dei carceri italiani sono di gran lunga migliori delle nostre e che ciò ti possa aiutare a sopportare meglio la mancanza di libertà.
Caro Lorenzo, cerchiamo di farci coraggio reciprocamente in quanto l’unica cosa certa é che il tempo passa e che presto riavremo la tanto agognata libertà. Quella che stiamo vivendo é un’esperienza che lascerà i suoi segni ma che ci aiuterà anche a non ripetere degli errori che ce la farebbero rivivere nella sua drammaticità.
Tanti auguri ed a presto. Forza e coraggio!
Gennaro, Massimo, Giuseppe, Beppe, Nino, Fernando.

Il vuoto sotto /2

Giovedì 4 Gennaio 2007

Un lettore, Davide, ci ha mandato una fotografia ispirata all’intervento di Alice nell’ultimo post pubblicato, “il vuoto sotto”. Ringraziamo i lettori che hanno voluto partecipare a questo primo esperimento di feedback mandando i loro pezzi e le loro immagini. Dalla prossima settimana, la parola andrà di nuovo ai detenuti.

Il vuoto sotto - di Davide Greco

Davide Greco

Il vuoto sotto

Martedì 2 Gennaio 2007

Pubblichiamo un disegno che ci ha mandato nei giorni scorsi Alice, una lettrice di Dentroefuori, assieme a un breve testo. Per Alice il “vuoto sotto” è una metafora della libertà. A lei e a tutti i visitatori del sito vanno i nostri auguri di buon anno.

Camminiamo per anni su spiagge di sassi. I piedi sentono il dolore forte, poi si abituano. A volte il dolore torna, altre volte - per un piccolo tratto - riusciamo anche a correre veloci. Poi un giorno qualsiasi arriva un’onda improvvisa. Travolge e spacca tutto quello che c’era, tutto quello che avevamo dato per scontato. Non ce l’aspettavamo proprio. Allora si, ci ritroviamo sulla sabbia. E’ sabbia morbida, pulita, senza forma. Ma i piedi non riconoscono il terreno. Non ci sanno camminare. Rimane sempre, poggiando il piede su una superficie piatta, un vuoto sotto.

Il vuoto sotto

Alice A.

Ragazze fuori

Giovedì 28 Dicembre 2006

Per la prima volta sul nuovo blog, pubblichiamo un pezzo inviatoci da uno dei nostri lettori. A scrivere è Patrizia Tellini, dell’Ufficio Stampa del Comune di Empoli.

Ragazze fuori è il giornale della custodia attenuata femminile di Empoli.
Lo scrivemmo già otto anni fa ed oggi siamo ancora qui a raccontarlo. A spiegare quanta strada è stata fatta da quel 28 aprile 1998. Stiamo parlando di Ragazze Fuori, la rivista della casa circondariale a custodia attenuata femminile di Empoli. Sono passati molti anni dal numero zero di questo giornale; le ospiti dell’Istituto sono cambiate nel corso del tempo. Ogni gruppo ha affrontato, seguito ed accolto, anche se in forme diverse, il programma trattamentale di recupero e quindi si è confrontato a suo modo con ogni attività.
La redazione di Ragazze Fuori incontra una volta alla settimana le donne del carcere di Empoli. Tutte hanno un compito: scrivere per essere lette e conosciute. Leggere e crearsi degli interessi che vogliono esprimere, facendolo insieme. Tutto senza nessun obbligo, in piena libertà ed autonomia. La scrittura apre il cuore e le menti ed aiuta a fissare quello che in ogni storia personale, si tende a rimuovere.
Questo giornale ha una tiratura di mille copie. E’ un trimestrale. Viene distribuito per posta target a tutti gli Istituti penitenziari su territorio nazionale; partecipa ad iniziative che riguardano ciò che ruota intorno al mondo carcere e si impegna per fare informazione dal e sul carcere in generale. Un impegno non sempre facile per chi fa informazione nel mondo della detenzione.
Il progetto è del Comune di Empoli ed è gestito dall’associazione Arci Empolese-Valdelsa. Insieme hanno sostenuto ed ancora sostengono lo scopo del giornale. Hanno creduto nelle capacità di ogni donna che ha composto anche se per poco la redazione. E senza pretese, con la consapevolezza di avere dei limiti e quindi di dover migliorare sempre, Ragazze Fuori è al momento l’unica testata dei giornali del carcere tutto al femminile.
Comincia per la rivista empolese un nuovo anno di progetti, idee, e tante proposte. Sarà dovere della redazione informare gli amici lettori su che cosa bolle in pentola per il nuovo anno.
Per contattare la redazione di Ragazze Fuori è possibile farlo telefonando al numero 0571 757626, inviare una posta elettronica all’indirizzo ragazzefuori@virgilio.it, oppure con un fax al numero 0571 757823. Ma anche inviare i vostri scritti direttamente alle donne della struttura in via Valdorme, località Pozzale a Empoli.
Per i lettori on line è possibile leggerci sul sito del Comune di Empoli, www.comune.empoli.fi.it.