Non essere troppo serena, Jessica

di Giancarlo, 3 Giugno 2007

Ciao.
E’ notte fonda e siccome non posso prendere l’auto e fare un giro (avrei qualche problema ai cancelli…) allora “evado” con la penna. Sono tra quelli della mia sezione che hanno voglia di farlo, ma siamo pochi. Non essere troppo Serena, quindi, Jessica. Tu parli di contatto con l’esterno, ma avere contatto con l’esterno non è certo solo scrivere sul blog, anche se questo lo trovo uno degli strumenti più belli che ho per poter evadere positivamente. Un contatto, per esempio, vorrei averlo con la mia compagna, ma non mi è possibile. Ma non voglio entrare in questo argomento. Forse quello che hai letto è il primo post di me sul blog, ti assicuro che non mi sento un topo in gabbia. Degli altri che vivono la mia stessa condizione non posso parlarti, perché io qui tutto sommato sono “libero”. Sto scontando la pena di un reato che ho commesso e lo sto facendo dietro le sbarre, ma come ho già detto non sono le sbarre a farti sentire libero o meno. Io, sinceramente, non mi sono mai sentito così libero da 20 anni a questa parte, perché prima il “farmi” limitava la mia libertà mentale, anche se voglio provare a dare una risposta alla tua domanda. Inizialmente la droga ti da appagamento totale, nel caso dell’eroina. La cocaina, invece, ti fa sentire un superuomo pronto a combattere contro tutto e tutti, togliendoti la coscienza che sei limitato e la stessa coca ha il limite che quando finisce il suo effetto hai un’astinenza psicologica che la disperazione le fa una pippa. Quindi, Jessica, non c’è nulla da capire. L’unica cosa è starne lontani, perché se la provi, e ti piace, non ne esci più. Il tossicodipendente è il paradosso fatto uomo. Ogni volta che si buca sa che potrebbe essere l’ultima, e quando lo fa pensa di provare la stessa cosa della prima volta. Ma non sarà mai così.

Giancarlo

PS. Scusate l’argomento, forse un po’ pesante, ma fa parte del mio passato e mi sembrava giusto rispondere alla domanda di Jessica…

Ultimi post di Giancarlo

8 Commenti a “Non essere troppo serena, Jessica”

  1. Gio scrive:

    Mi rifaccio viva dopo un po’ di silenzio.
    Non scusarti per avere parlato di una cosa un po’ “pesante” come dici tu. Bisogna parlare di queste cose secondo me, è importantissimo farlo e la pesantezza delle parole e dei racconti può solo aiutare a capire meglio che cosa puoi avere provato e vissuto tu, come altri del resto.
    Anni fa, parlo di quando ero piccola io, eravamo bombardati da notizie e da terroristici ammonimenti nei confronti delle droghe in generale; oggi, invece, purtroppo certi tipi di droghe sono diventati il passatempo di molti e credo che se ne parli in termini diversi e a volte un po’ pericolosi. Pensiamo al business che ruota intorno a tutto questo, è spaventoso. Non so, poi forse il fatto di avere una madre che mi ha raccontato tante cose avendo lavorato in una comunità o il fatto che io ho una paura folle di tutto quello che può farmi perdere il controllo (totale o quasi totale)… tutto questo mi fa essere molto attenta quando si parla di tutto questo e credo che non se ne parli mai abbastanza. Tutto questo per dirti, parliamone pure! Un abbraccio

  2. Ba scrive:

    Ciao,
    d’accordissimo con Gio, parliamone! Anzi parlatene voi, raccontate le vostre esperienze senza demonizzarle e spiegate anche perchè è così facile entrare in quel vorticoso circolo vizioso da cui è difficile uscire con la sola forza della buona volontà.
    Non scusarti Giancarlo, le tue parole possono essere di grande aiuto e in qualunque posto ti trovi, se riesci ad aiutare qualcuno la tua vita ha acquistato un po’ di senso in più.
    Grazie per la voglia che hai di raccontarti.
    A presto

  3. martina scrive:

    Ogni tipo di dipendenza è cattiva, non importa se il narcotico è l’alcool o la morfina o l’idealismo. (Carl Gustav Jung)

  4. stella scrive:

    Ciao Giancarlo. Continuo a leggerVi sempre. Non lascio sempre commenti e forse dovrei farlo. Le parole a volte fanno bene, Nutrono l’anima. così ho appreso che avete avuto la visita di Roby Baggio, che bella esperienza… vero ?!..
    Leggo questo tuo post, e mi rendo conto di che cosa tu voglia descrivere. La tua libertà conquistata pur essendo recluso. Come ogni giorno tu ti possa sentire libero. Un abbraccio sincero. Stella

  5. mari scrive:

    Grazie per averne parlato. E’ una testimonianza preziosa. Credo che sia più libero tu dentro che io fuori, mi hai dato uno scrollone.

    un abbraccio affettuoso
    mari

  6. jessica scrive:

    Ti ringrazio vivamente giancarlo per come me ne hai parlato e per come hai spiegato questa cosa…forse hai ragione tu quando dici che forse ci vorrebbe un contatto umano questo è ancora troppo poco…ti ringrazio a presto…

  7. Giorgio scrive:

    Ciao Giancarlo, cosa ne pensi della legalizzazione delle droghe? Credi che potrebbe ridurre la diffusione di droga(mettendo ad esempio dei limiti di età alla vendita, ad esempio vietata la vendita ai minori)? Potrebbe aiutare a parlarne più liberamente ed evitare che persone si avvicinino in maniera, diciamo sconsiderata, a sostanze pericolose? Potrebbe anche aiutare nel recupero dei tossicodipendenti e magari a limitare una certa criminalità legata al traffico di stupefacenti?
    Un cordiale saluto.

  8. DENTRO E FUORI » Blog Archive » L’importanza di scrivere scrive:

    […] Ciao, sono sempre io, Giancarlo. Come ho già detto non so se e come potrò avere delle risposte a ciò che continuerò a scrivere, ma la cosa importante è che sia tornato a farlo con più entusiasmo e con più voglia, perché questo è l’unico modo per potermi confrontare e relazionare con l’esterno. Alcuni giorni fa parlando con l’operatrice è venuto fuori un disagio che mi ha fatto riflettere: a volte uno dice e fa determinate cose per soddisfare la propria parte narcisistica, e quale modo migliore c’è se le conferme vengono da altri (non so se sono riuscito a spiegarmi), quindi mi sono chiesto se io facevo ciò con il mio scrivere sul blog. La risposta non mi interessa perché scrivere è una cosa che mi fa stare bene e finchè ciò avverrà io continuerò a farlo senza farmi troppi giri di testa. Ora vorrei dare un paio di risposte ad alcuni interventi che ho ricevuto su ciò che ho scritto. A te, Virginia, ho letto e riletto ciò che hai scritto e comunque non condivido assolutamente ciò che pensi; se qualcuno che tu ami ti chiede di aiutarlo a morire perché soffre e nemmeno la morfina lo aiuta, bisogna cercare di fargli comprendere che anche la sofferenza ha un senso. E non pensare: “E’ facile dirlo!”, se io lo dico è perché a ciò sto dando un senso; prima di entrare in carcere assumevo 3 ½ di morfina (come terapia del dolore) al giorno. Non credere che io non abbia più dolori , è solo una scelta, la malattia che ho è degenerativa quindi non può migliorare, di conseguenza trovo più dignitoso essere lucido nel dolore anziché annebbiare la mia mente, perché non trovo il senso a ciò. Scusa ma su questo la penso così e non cambio il mio punto di vista, perché per arrivare a questo ho dovuto totalmente cambiare il mio approccio alla vita e ora trovo il senso di viverla nonostante tutto; poi tu pensala come vuoi ma per me eutanasia e suicidio sono sinonimi di non coraggio a vivere la vita. Attenzione! Non ho usato volutamente la parola vigliaccheria perché avrei giudicato qualcuno che non la pensa come me, e giudicare è l’ultima cosa che voglio fare. A te, Mari, per essere liberi basta avere il coraggio di cominciare a cambiare perché se non ti senti libera tu che sei lì fuori (come è giusto che sia) vuol dire che c’è qualcosa che non va. E lo stesso vale per te, Nina, non so da cosa ti senti imprigionata e non voglio saperlo ma le cause a questi effetti le hai messe tu quindi agisci con azioni positive e avrai effetti positivi. E a te, Jessica, vorrei anch’io un contatto umano ma purtroppo sono ancora carcerato anche se con il mio cuore sono con tutti voi; non immaginate quanto mi state dando ed è per questo che vi voglio bene. Giancarlo […]

Scrivi un commento