Il cibo

di Miki, 10 maggio 2012

Il cibo: elemento di gioco, di piacere e di stare insieme

Il cibo: necessità e delizia di ognuno di noi. Attraverso di esso, nei più svariati modi, riusciamo ad assaporare i caratteri, la storia, la posizione geografica e la cultura di un’intera popolazione.
Ho sempre fermamente sostenuto che per chi viaggia uno dei metodi migliori per decifrare alcuni aspetti di una etnia in un tempo decisamente ridotto, è proprio quello di assaporarne la cucina locale.

Nel corso dei secoli, la capacità di accostare gli ingredienti, i più svariati, si è sviluppata in modo esponenziale. Creando i giusti equilibri, esaltando i singoli gusti è nato, con l’accostamento di nuovi sapori inconsueti, un nuovo modo di espressione dell’essere umano. Ditemi voi se questa non è arte!
Le varie pietanze le ho sempre paragonate alla vita: perché questa metafora?

Immaginate di dover assaggiare un delizioso ragù alla bolognese: se non avesse le giuste proporzioni degli ingredienti, al contatto con il nostro palato, il sugo risulterebbe troppo salato, al contrario insipido, oppure eccessivamente piccante. Un ottimo risultato nasce invece dal giusto equilibrio: l’esatta dose di sale, il pomodoro rosso maturo, l’olio lucido e profumato. Ma tra gli ingredienti quello che più conta è confrontarsi, documentarsi, fare tesoro dell’esperienza diretta e indiretta, dosare le nostre reazioni.

La vita è la stessa cosa: a volte amara, spesso per alcuni insipida, per altri piccante. Ci si può scottare, desiderarla diversa, oppure non voler cambiare niente di essa.

Tutto questo è la sua essenza. In tutti i casi: viverla.

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