La musica degli anni ottanta

di Pierrot, 3 Luglio 2008

Il gatto Ciccio ha chiesto a Pierrot se non sarà poi stata una cattiva idea chiedergli di raccontare la sua storia…

Non temere Ciccio, c’è tanta cattiveria tutto intorno e spesso tutti fingiamo di non vederla. Vorrei non sentire questo pianto dentro me, quindi come puoi sentire, tutto questo non che essere la vita, la mia vita, e anche se sto soffrendo, ora che mi sono trovato, non voglio più perdermi…
“Perché dici che ti sei trovato?”
Perché ora so chi sono, cosa sono, ma soprattutto cosa voglio.
“E prima non lo sapevi?”
Non è che non lo sapessi, ma era come se vagassi nell’immensa distesa desertica, con il sole che mi cuoceva la testa e ciò che vedevo e incontravo non era altro che miraggi pronti a svanire come fumo….
“Credo di aver compreso, molte delle cose che dici le ho viste in televisione e quindi comprendo di cosa parli e del tuo darmi aneddoti che riguardano la vita e le sostanze.”
Il vero io non mi permetterebbe mai di parlare così sinceramente, ma da quando è arrivato Pierrot tutto è diverso. Lui dice ciò che è vero, non ha vergogna nè paura verso ciò che è stato il vivere… E poi ci sei tu, che mi sproni con la tua curiosità, con il tuo voler conoscere, e vi sono anche due occhi che mi hanno parlato e che sono come acqua alla sorgente. Limpida e pura…
“Come mai hai rimesso la solita musica anni ottanta?”
Perché mi aiuta nei ricordi, e quindi ora possiamo andare avanti, mi sento meglio alleggerito. Non potrei mai raccontarti tutto d’un fiato ciò che è stato, e qui tra il teatro che faremo e il resto ho molto da distrarmi. Ma ora eccomi, ora ripartiamo…

(18. Continua…)

Il film

di Francesco, 30 Giugno 2008

Sì, proprio un film.
Io e  tutti  i “ragazzi” della prometeo siamo i protagonisti, con Katia Smutniak, Luciana Litizzetto, Fabio Troiani e altri attori, di un film diretto da Davide Ferrario. Girato qui in sezione e al teatro del carcere, è stata un’esperienza unica.
Sono pieno e orgoglioso di me stesso. A parte il protagonismo che si può sentire nel girare un film, è il coinvolgimento del regista, dei tecnici, dei costumisti e dei truccatori, entri in una dimensione che a te non è mai appartenuta, che tu non hai mai veramente pensato. Attrici e attori ti abbracciano e baciano per salutarti, ti danno del tu, si mangia tutti insieme e si scopre che sono persone come te, anche umili e simpatiche, sì, simpaticissime. A due settimane dalla fine delle riprese sono ancora incredulo che ciò sia potuto accadere, però è tutto vero, ho un cd del back stage fotografico di ciò che è successo.
Spero che il film abbia tanto successo e che io possa sfruttare per questo fortunato evento per “raddrizzare” la mia vita, ne ho proprio bisogno. Non posso più mandare post al blog perché la prossima settimana esco, però mi piacerebbe scrivere ciò che accadrà dopo che il film uscirà nelle sale. Ciò avverrà a febbraio, mazo 2009. Riuscirò però a leggere le risposte a questo messaggio, se ce ne saranno, che mi arriveranno da voi lettori. Le potrò leggere io stesso in internet, ora.
Nel film c’è un balletto, se così si può chiamare, ove tutti noi ragazzi della Prometeo abbiamo una maglia rossa con su scritto il proprio nome, per cui chi mi ha letto sul blog mi riconoscerà nel film dalla maglia con la scritta del mio nome: di Francesco ci sono solo io. Naturalmente recito da cani, e spero non si offendano Lassie e Rin Tin Tin.
Ringrazio Davide Ferrario che ha avuto la costanza e il merito di dirigerci dall’inizio alla fine del film, e che a mio avviso tra tutti noi è il primo vero delinquente, perché ha voluto girare questo film.
Ciao a tutti, ma proprio a tutti.
Francesco

Autoaiuto

di Bama, 27 Giugno 2008

Ciao Marta, tra le varie Marta che mi rispondono sul blog, anch’io faccio fatica a riconoscerti (sei quella di Roma?)
E’ raro che io risponda direttamente ai singoli, e non per pigrizia, tutt’altro. Siete tanti e cerco di fare del mio meglio.
Bene, uno Zandakai è… Vado per associazione leggendo il tuo commento, e credo sia il classico gruppo di autoaiuto. Io ho cambiato pelle tante volte e gruppi del genere mi sono serviti alcune volte, mentre altre no!
Non sempre si vuole discutere le proprie o comuni problematiche, di qualunque genere esse siano. Non pensare di essere carceriera nella tua assoluta libertà. A volte i segreti o il segreto sono così intimi che non si possono svelare e diventano il sale della vita, belli o brutti che siano e non sono mai un’offesa alla vita.
Un caloroso e affettuoso abbraccio.

Maurizio

Piansi la mia vergogna

di Pierrot, 23 Giugno 2008

Nell’ultima puntata dei Dialoghi con il gatto, Ciccio ha chiesto al suo padrone come faccia a non arrendersi mai.

Mio caro Ciccio, non è poi così vero che non mi sono mai arreso, ho avuto molti periodi di resa, altri di lotta e molti di stallo, cioè periodi in cui non lottavo ma nemmeno mi arrendevo, ma tutto questo è cominciato più con l’uso di varie droghe, un contrasto interiore che mi ha tormentato…
“Come sei finito nella droga?”
Aspetta Ciccio, devi avere pazienza, come ti ho detto, se salto qualcosa c’è il rischio che tu non capisca e io appaia solo come un tossico, un drogato, ma questo modo di essere, che pur non rinnego, è solo la conseguenza delle mie incapacità, paure, vergogne. Quindi sia chiaro: non do colpa a nessuno, ma solo alla mia incapacità di reagire… Ora lascia che prosegua da dove eravamo rimasti, e cioè dal dal mio aver cominciato a nascondermi, a farmi notare solo per la mia rabbiosa ribellione fatta di modi stupidi e in apparenza incomprensibili, che erano sempre causa di botte… Scappai anche di casa, ma essendo piccolo fu molto breve. Ero scappato alle 20.00 e alle 00.00, più o meno ero in casa, avevo girovagato per il quartiere, finché davanti a un bar non trovai una macchina aperta e mi ci infilai per dormire… Il proprietario mi vide, era lì con Amici. Fu molto gentile, mi fece fare colazione e poi mi chiese dove abitavo. Ma io ero silenzioso e non volevo tornare, anche se alla fine mi convinse e mi riportò a casa.
“I tuoi ti abbracciarono?”
Niente affatto, cario Ciccio. Appena quel signore andò via mio padre mi prese, mi diede botte e mi legò mani e piedi gettandomi innanzi al lavandino e dicendomi: prova ancora a scappare.
“E tu cosa facesti?”
Piansi, Caro Ciccio, piansi e ripiansi la mia vergogna e la mia incapacità di comunicare, di liberarmi…
“Sai, ho paura di averti fatto del male nel chiederti di parlarmi di te.”

(17. Continua…)

La risposta all’indovinello

di Bama, 19 Giugno 2008

Salutando i suoi lettori, bama rivela la soluzione a questo indovinello. 

Come ho detto a Marta. M., non sempre rispondo ai singoli, siete tanti e tutti/e molto carini con i vostri commenti, tenendo conto dei miei deliri e delle mie inquietudini che tal volta smuovo, nonostante tutto mi leggete e io vi Amo per questo.
Elegiaco non è una parolaccia, Marta (scherzo), è un termine per indicare un argomento triste, oppure il proprio stato di malinconia, cosa che nei miei scritti compare insieme a una vena di rabbia interiore. Per questo, oggi non scrivo per voi nulla di particolare, sono troppi i miei perché. Vi propongo un altro mio disegnocome promesso, spero susciti emozione come mi ha scritto Vale, che ringrazio anche per avermi mandato la massima di Oscar Wilde.
Tra le varie soluzioni dell’indovinello, tutte eccezionali, siete dei miti, nessuno ha indovinato, fatta eccezione per i carissimi amici della Trisoglio, che sono così giovani dentro e scrigni dei segreti della vita, che non oso contraddirli. Un personale abbraccio a tutti.
Per Claudia e Emma: la vostra risposta meriterebbe un ampio discorso, mi siete piaciute particolarmente, scriverò di questo vostro modo di vedere ciò che si può regalare (parliamone). Marta, Yaya, Concetta, Giò, Pedro, Vale, Carla, quante soluzioni, ma vado per ordine partendo da Marta.
Risposte:

Cio che non possiedi (non è tuo né di altri)
La dignità (è una virtù, la si ha oppure no!)
La libertà (è di tutti)
La felicità (una sensazione alterna e soggettiva)
La vita (è un gesto d’amore, si da quando si concepisce)
Quello che non sei (non può esistere: ognuno è)

Ali sublime… Chissà quante anime hai… Un Kiss.
C’è una persona che saluto, Noemi, che non sento da un po’.
Bye Bye
Bama

La risposta è questa: l’IDEA.