Poesia
di Pierrot, 10 Dicembre 2007Poesia.
Pensieri sbocciati dal Cuore,
petali vellutati di intimi segreti.
Sospiri. Silenzi.
Poesia.
Di amori vivi. Di amori persi.
Gioie, malinconie, lacrime.
Poesia.
Musica soave.
Sorrisi. Estasi.
Poesia.
Che è vita,
e ogni uomo che fa dono di essa apre molte porte,
donando dal proprio Cuore una lacrima.
Poesia,
che fa breccia in corazze di spugna,
che fa breccia in corazze di aria.
Poesia,
che come il Vento penetra in chiunque,
nessuno può arrestarla,
nessuno può spegnerla dentro,
questo è la poesia.
Pierrot


11 Dicembre 2007 alle 1:25 am
Leggo i primi due versi, scendo lentamente con il mouse, non vedo ancora la firma, ma già immagino chi sia l’autore di questa poesia.
Vado a colpo sicuro: Pierrot.
Bello imparare a conoscervi un po’ attraverso le vostre parole, riconoscere i diversi stili fin dalla prima riga.
Un saluto prima di andarmene a dormire.
Fuori la nebbia, rotta solo dalle luci natalizie, a volte calde, a volte isteriche.
15 Dicembre 2007 alle 1:24 pm
Bravo pierrot, bella poesia, mi hai fatto venire i brividi.
Hai fatto un gran regalo a tutti noi, posso cercare di ricambiare?
Non abbiamo niente da dare
non abbiamo niente da narrare
abbiamo solo incertezze
immense sconfinate incertezze.
Tu che guardi e parli
Tu che osservi e ascolti
Tu che hai visto la vita passare
Tu che una volta almeno guardi il cielo
chiedi alle stelle mille dei tuoi perchè.
Tu che baci e ridi
Tu che aspetti in silenzio
Tu che sfidi il mondo
Non abbiamo niente da fare
non abbiamo niente da narrare
abbiamo solo incertezze.
Immense sconfinate incertezze.
Ti abbraccio amico mio.
15 Dicembre 2007 alle 1:34 pm
Ormai sono fuori da quasi due mesi, senza incidenti di percorso.
Non mi sono mai allontanato dal blog e leggo con molto interesse ciò che viene scritto.
Non posso certo dimenticare che se oggi ho un bel lavoro ed una casa tutta mia è grazie ad una plendida persona conosciuta proprio in questo sito.
Gratitudine amici, è l’unica parola che mi viene per chi si è impegnato e ancora oggi lavora per mandare avanti questo progetto.
Un abbraccio ai tre moschettieri della redazione, Simone - Ermes - Matteo.
17 Dicembre 2007 alle 2:43 pm
Ho acquistato ieri il “Piccolo Principe”, è un libro meraviglioso.
“Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi. E’ il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante.
Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato.
Tu sei responsabile della tua rosa.
Solo i bambini sanno quello che cercano. Perdono tempo per una bambola di pezza e lei diventa così importante che, se viene loro tolta, piangono.
17 Dicembre 2007 alle 3:22 pm
Prima di parlare domandati se ciò che dirai corrisponde a verità, se non provoca male a qualcuno, se è utile e, infine, se vale la pena turbare il silenzio per ciò che vuoi dire.
Buona giornata
Carla
17 Dicembre 2007 alle 4:24 pm
Parole.
Ingenue dubbiose maliziose sbrigative.
Parole.
Calde appassionate dolci dure.
Parole.
Festose mielate audaci sarcastiche.
Parole e ancora parole.
Quante parole attorno a noi.
Frasi vuote che accompagnano i giorni
frasi vuote che impediscono i pensieri
frasi vuote che imbrigliano la fantasia
e catturano l’attenzione.
Frasi vuote che vivono di vita propria.
Parole staccate.
Parole che non descrivono.
Parole che non respirano.
Parole e ancora parole.
Solo parole.
Una vita di inutili parole che appiattisce il mondo.
Impossibile descriverla a parole.
Ma poi, per descriverla serviranno davvero le parole????
17 Dicembre 2007 alle 6:07 pm
Le parole, se non sono accompagnate da gesti, da sguardi, non parlano.
Mi hanno messa sul banco degli imputati, colpevole di aver aperto il mio cuore ad un mondo che non ha contatti con l’esterno.
E mi avete giudicata senza darmi la possibilità di difendermi.
Ma chi siete, chi siete?
Per condannare?
17 Dicembre 2007 alle 7:12 pm
Cara Blu, il mondo è fatto di persone diverse tra loro, per aspetto e per mentalità.
Non so da dove ti è arrivata questa condanna, sicuramente non da quelli che come me hanno passato una bella fetta della loro vita in quel mondo di cui tu parli.
Come si può condannare chi ti dona affetto, se questo viene fatto con estrema sincerità e onestà d’animo?
17 Dicembre 2007 alle 7:45 pm
Caro Lorenzo,
Invece le condanne possono arrivare anche da quelli che, come te, hanno passato parte della loro vita in un carcere.
Hai ragione quando dici che il mondo è fatto di persone diverse tra loro.
Ci sono alcuni che danno credito a chi, per il suo passato, viene etichettato e ci sono alcuni che nel loro presente, non fanno tesoro del proprio vissuto e sbattono le porte in faccia a chi dona affetto con estrema sincerità e onestà d’animo.
Questione di stile…
18 Dicembre 2007 alle 9:16 am
Conosco persone che, convinte di essere nel giusto, parlano d’amore, di buoni sentimenti.
In realtà, vuoi per il bisogno che tutti abbiamo di sognare, vuoi per leggerezza nel trattare certi argomenti, procurano notevoli danni a chi si trova al centro delle loro attenzioni.
Non credo che le reazioni di queste persone si possano definire condanne, sono solo le giuste reazioni di chi viene inutilmente ferito e nulla hanno a che fare con il fatto di essere stati detenuti o meno.
Forse sarebbe più utile concentrarsi sulle proprie responsabilità per capire meglio cosa è accaduto, forse vestire per qualche minuto i panni dell’altro ci aiuterebbe, forse ricordare bene le cose dette e fatte………..forse…….
19 Dicembre 2007 alle 10:53 pm
…Ok le poesie, ok le belle parole ma i vissuti dove sono? A volte raccontarsi è più avvincente e soddisfacente di qualsiasi poesia. Solo così si crea un dialogo e quindi non si fanno parole inutili.
20 Dicembre 2007 alle 8:56 am
Ciao Tizi, mi vien da dire che le poesie SONO il vissuto di una persona.
Non sempre si ha voglia di raccontare, qualche volta si possono trasformare le proprie sensazioni in versi e sta a chi legge interpretare.
Aggiungo……..le mie parole non sono state così inutili visto che hanno stimolato te al dialogo, non credi?
Ti abbraccio