Va bene, Ciccio, inizio dalla mia nascita.

di Pierrot, 6 marzo 2008

Pierrot inizia a raccontare a Ciccio della sua infanzia.

Sei ancora convinto di voler ascoltare la mia vita?
“Si! Ora mi hai reso ancora più curioso!”
D’accordo Ciccio, dove eravamo?
“Alla tua nascita”
E’ vero mio unico Amico, per farti capire tutto questo salto indietro nel tempo, è necessario.
I miei genitori sono partiti dalla Sicilia in quel periodo di fame che in meridione si viveva nel dopoguerra; qui a Torino si aprivano molte prospettive tra cui la Fiat che assumeva in massa…
Io non ero ancora nato ma dai racconti dei miei e di mia Nonna ho saputo molte cose… Veniamo però alla mia nascita, siamo nel 1968 e io vedo la luce per la prima volta, tutto è strano e credo di aver avuto subito un senso di paura che non mi ha più abbandonato… Sono giorni faticosi per i miei genitori, per pagare la casa che hanno comprato mio padre deve fare doppi turni sul lavoro…
“Scusa cos’è una casa?”
Ciccio vieni alla finestra, vedi quelle costruzioni oltre il Muro?
“Si”
Quelle sono case al loro interno vi sono appartamenti, proprio come questa nostra cella, ma più grandi, con più stanze.
“E cos’è la Fiat?”
E’ una grossa… come dire…, è un posto dove le persone lavorano per guadagnare quei pochi soldi che servono a mantenersi.
“Come fai tu in sezione?”
Sì, Ciccio, solo che in fabbrica, cioè alla Fiat si lavora in tantissimi e come qui ci sono molti tipi di lavoro… Torniamo ai turni di mio padre, lavorava molto e tornava giusto per il riposo e poi ripartiva nuovamente; io ero molto agitato e per i miei primi tre anni di vita ho pianto giorno e notte senza pause, solo quando mi tenevano in braccio mi rasserenavo… Mio padre non ne poteva più e un giorno per spaventarmi mi lanciò per aria, ma mi lanciò troppo forte e mi fece sbattere sul soffitto…

(5. Continua…)

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