Non è l’isola felice
di Rodolfo, 4 Marzo 2007Ciao a tutti.
Mi è capitato per le mani il pezzo scritto da Giancarlo, “L’isola che non c’è (esiste)”. Penso che bisognerebbe stare con i piedi per terra a riguardo e finirla di fantasticare facendo credere alla gente che la Promoteo sia veramente come la descrive.
Io ci vivo alla Prometeo. Allora quando si incomincerà a pensare da dove si arriva? La strada: rispettare con più personalità e responsabilità quello che i compagni detenuti di prima ci hanno creato, portare avanti questo progetto con determinazione. Allora sì che l’isola potrebbe esistere veramente.
Mi dispiace essere in contraddizione con il mio compagno Giancarlo, ma questa realtà la conosco da tanti anni e non bisogna mettersi il paraocchi facendo finta di nulla.
Siamo persone molto più sensibili. Emotive. Educate, forse pure più di altre. Ma aver avuto la possibilità di interpretare uno spettacolo notevole non toglie il fatto che dobbiamo lottare più di prima, soprattutto con le problematiche delle altre persone.
Francamente per me è un buon periodo, ma questo mi dà un segnale di avvertimento per un momento più difficile in arrivo.
Volevo ringraziare ancora chi ci ha permesso di lavorare, di fare nuove amicizie, di poter sfarfallare con il cervello. Ogni tanto fa bene.
Saluto ancora tutti. In particolare Cristina, Chiara e Fede.
A presto. Rodolfo


5 Marzo 2007 alle 9:12 am
Caro Rodolfo, leggo con piacere in questo ultimo commento il tuo profondo e lento cambiamento interiore. Io ti conosco da quasi due anni e mi fa piacere che tu abbia capito che non bisogna adagiarsi ma essere sempre pronti al nuovo attacco negativo che la vita ci può presentare in qualsiasi momento. Quando hai avuto la tua occasione sono stata contenta per te, ma quando sei tornato indiatro ho pensato che non essendo ancora pronto eri tornato dove potevi ricominciare per davvero. Ci sono molte persone che credono in te, in voi, ma sai benissimo che parte tutto da noi stessi con la nostra ferma determinazione possiamo dimostrare a tutti il nostro cambiamento ed usarlo per aiutare le altre persone.Un abbraccio sincero a presto Cinzia.
5 Marzo 2007 alle 12:03 pm
Mi ha colpito il fatto che per una delle prime volte in questo blog si sia fatto un discorso onesto, asciutto e a mio parere sincero sulla vostra condizione e sulla vostra sezione. Non retorico, non intriso di sentimentalismo, non ridondante, il tuo discorso è secco, deciso, più reale di tanti altri. Mi hai colpito davvero, e molto positivamente.
Un abbraccio
5 Marzo 2007 alle 11:42 pm
Caro Rodolfo, sinceramente non penso che tu e Giancarlo siate in contraddizione fra di voi; la realtà credo sia chiara per entrambi, semplicemente lui si è espresso concedendo spazio al sentimentalismo e forse anche ad un grande desiderio, un po’ sull’onda dell’entusiasmo per la riuscita dello spettacolo. Tu, invece, hai riflettuto inserendo voi in un percorso più ampio, che è quello storico della sezione. Direi che hai contestualizzato meglio. Sono d’accordo con te che c’è ancora molta strada da fare, che non ci si può riposare sugli allori, ma ci deve pur essere un momento per la gioia e la gratificazione.
Per quanto riguarda la riflessione su coloro che vi hanno preceduti, mi viene in mente che nella vita è proprio così: c’è sempre qualcuno che ci precede e qualcuno che ci succede. Quello che siamo è un po’ frutto di quello che abbiamo trovato e quello che faremo sarà un inizio per chi verrà dopo. E’ illusorio credere di poter fare da soli, è illusorio pensare di non danneggiare nessuno badando solo ai fatti propri, perché, qualunque cosa facciamo, nel bene o nel male, ha sempre delle ricadute sugli altri. Lo dico a te per ricordarlo a me stessa, come figlia, come madre, come moglie e comunque come cittadino.
Grazie dei saluti personalizzati, spero di vedervi presto. Un abbraccio. Cristina. P.S. 10 e lode per l’espressione “sfarfallare con il cervello”; mi piace moltissimo perché esprime efficacemente il concetto. Spero che tu non voglia chiedere i diritti d’autore, visto che d’ora in poi la userò anch’io!
22 Marzo 2007 alle 2:01 pm
[…] Scusate se oggi scriverò qualcosa di un po’ polemico. Per cominciare premetto che non è un giudizio, ma solo la mia opinione. Ho letto il pezzo di Rodolfo come lui ha letto il mio, lui ha espresso il suo parere e fin qui tutto bene. Qui si fa questo in maniera naturale, si cerca il confronto senza nessuno scontro e già questo è molto per il posto in cui siamo. Ora arriviamo al punto. Gio, hai scritto un commento allo scritto di Rodolfo: “Mi ha colpito il fatto che per una delle prime volte in questo blog si sia fatto un discorso onesto, asciutto e a mio parere sincero sulla vostra condizione e sulla vostra sezione. Non retorico, non intriso di sentimentalismo, non ridondante, il tuo discorso è secco, deciso, più reale di tanti altri.” Ora, dimmi quanti posti conosci che ti permettono di fare ciò che hai fatto. Cioè dare giudizi su una cosa che non conosci, della quale non sai niente. E oltre tutto con arroganza presupponi ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Gli altri che scrivono cercano comunque il confronto. Ora, dimmi quanti posti conosci nel mondo “normale”, in cui nonostante tutto le cose si aggiustano solo con la discussione. Dici che hai letto “per una delle prime volte” qualcosa di sincero e poco retorico. Però cara Gio, non sai di cosa stai parlando. Io sono uno che ci vive, e se la penso così è perché sto dando una possibilità di cambiamento e una speranza a me e ai miei compagni. Qui le persone cercano il confronto. Sbagliando, anche. Ma si dà la possibilità di recuperare, senza puntare il dito. Quindi, la prossima volta che esprimi dei giudizi, pensa. In fondo noi siamo delle persone che si impegnano per cambiare e non abbiamo bisogno di una persona che, pur di dire qualcosa, esprime giudizi su cosa noi abbiamo creato e continuiamo a creare. Con difficoltà, ma soprattutto con speranza. Questa è la differenza tra me e Rodolfo, io ho la speranza che tutti possono cambiare, anche continuando a sbagliare. Basta che ci sia la volontà di farlo. Ora hai capito, Gio, perché questa è l’isola che non c’è. E continuerà ad esserlo finché lo vorremo. Abbraccio tutti con affetto. Grazie per l’attenzione. E per te, Gio, oggi pregherò perché tu possa trovare solo l’1 per cento della fede che ho io nel cambiamento dell’umanità. Giancarlo […]
24 Marzo 2008 alle 11:15 pm
sono Daniele,credo che io e te ci siamo già conosciuti,proprio lì in quel contesto, dove mi sono rotto il culo per una massa di ipocriti bastardi che senza scrupoli mi hanno messo alla gogna,be io sono ancora vivo e libero.
Libero di rovinare questa lurida associazione a scopo di lucro che sfrutta le braccia e le menti di migliaia di detenuti e sieropositivi,questo è il minimo che posso fare dopo il trattamento che hanno avuto il coraggio di riservarmi. Ho letto tutti i tuoi pensieriì,articoli, che hai publicato e su molti non sono tanto d’accordo,specie quando parli su chi sbaglia deve pagare, se la pensi così tu sei il primo che deve pagare,ma sinceramente questo non lo penso e provo solo molta compassione a riguardo e per te.
un caro saluto deprimente e compassionevole a tutti voi che nuotate nel fango che altre persone nobili e dignitose hanno creato.
ora il guerriero è nell’ arena combattetemi!
AVE CESARE!