Mi domando in che era stiamo vivendo, vorrei condividere con voi alcuni pensieri che mi attanagliano la mente e mi imprigionano in uno stato di pesantezza presente e futura.
Uno, parto dalla politica, io ho 43 anni vissuti pienamente, un percorso direi pieno di colpi di scena.
Tornando all’oggetto della discussione che vorrei porvi, parto col dirvi: Oggi la politica dov’è?
Sarà forse nelle mutande di Berlusconi? Sarà forse nella barca a vele di D’ Alema?
Sarà forse nelle ricchezze dei politici?
No, a mio parere sta nel pensiero dell’uomo, nei valori mai scritti, nella voglia di giustizia e non di potere, nell’equilibrio della famiglia, nella parola vissuta e non in quella scritta dal segretario di turno, lontano da trucchi, cipria o fard per apparire in uno di quei canali televisivi che permettono l’espressione della politica, lontana da sindacati che accumulano ricchezze e hanno stipendi che fanno arrossire loro stessi quando debbono pronunciarli, lontani da festoni e cenoni da epoche romane dove si imbastivano tavolate alla faccia del popolo .
Sono incazzato perché tutti partono UMILI e finiscono INUTILI, si parla molto di politica, ma capisco e mi rendo conto che seminano il campo come dei bravi contadini e invece di prendere solo i frutti dal terreno, prendono anche la terra perché, lasciata la zappa partono con le ruspe, svuotano il terreno rendendolo nudo e privo di forza, ecco il terreno siamo noi, ci lasciamo coltivare pensando che riescano a far crescere qualcosa da noi stessi, ma quando cominciamo a capire qualcosa è tardi, perché le ruspe ci stanno scavando.