Archivio della Categoria 'Storia di un diavolo'

Cinquanta euro per la galera che ho fatto

Venerdì 1 Giugno 2007

Trentatreesima puntata. Leggi le altre puntate.

Tornando a casa, passammo prima dal dentista. Parlammo dell’accaduto, c’era anche un suo amico con noi.
Any mi insultò e mi rinfacciò tutte le volte che l’avevo lasciata sola per finire in galera.
Roby rispose con tono alterato: cosa volevi, che facessi il magnaccia, oppure non dovevo rubare per evitarti di fare la puttana? Sono finito in galera!
Poi discussioni, dove uscirono altre situazioni spiacevoli.
A quel punto, cominciò anche Roby a rinfacciare, ma Roby esagerò.
Disse Roby: per tutta la galera che mi hai fatto fare, mi devi cinquanta euro per un totale di sedici mesi.
Any: sapevo che stavi covando vendetta, avrai i tuoi sporchi soldi e poi puoi anche sparire dalla mia vita.
Era la fine.
Più avanti Roby disse ad Any: era solo una finta, mai avrei fatto quello che le mie parole hanno scandito… Ma Roby agli occhi di Any era troppo reale.
Any conosce bene Roby e riconosce quando questo è sincero.

Ma il dolore più forte

Sabato 26 Maggio 2007

Trentaduesima puntata. Leggi le altre puntate.

Roby e Any ricordano i bellissimi tempi passati insieme, e come lei aveva avuto modo di scoprire il vero amore, così era per Roby.
Ma non eravamo più Roby e Any del 2002, gli anni ci avevano cambiati e troppo tempo eravamo stati divisi.
Oltre a questo, non mancavano i rinfacci per cui lei incolpava me, e altrettanto facevo io con lei.
Ma il dolore più forte era la verità di accettare la sconfitta di non essere stato capace di realizzare un sogno. Quel sogno, di invecchiare con lei. Venne il giorno che stabilì la fine di questa storia ormai priva di speranza, il giorno che toglieva la libertà, donando però un futuro.
Roby, trovandosi per le vie della città nel tentativo di produrre soldi, successe qualcosa di terribile ad Any.
Non c’è un motivo ben preciso per il suo atteggiamento, ma durante una discussione scattò in Any la rabbia repressa, per poi lasciarsi andare in un gesto folle e privo di senso.
Prese la borsetta e, fuori da occhi indiscreti, estrasse un coltello. In realtà, il posto in cui eravamo era pieno di gente, però tutti erano indifferenti a pensare ai loro affari.
Comunque, coltello alla mano, cominciò a minacciare Roby dicendo: vuoi vedere che adesso mi taglio un braccio? Roby, colpito e senza fiato, rimase lì a guardare cosa lei avrebbe fatto. A quel punto, cominciò a tagliarsi ripetutamente. Fortunatamente il coltello era privo di lama tagliente, ma sul braccio lasciò comunque graffi molto evidenti.
La situazione folle di Any stava degenerando, la fermai, chiesi alla padrona di un negozio (che vide tutto) di chiamare l’ambulanza.
Any si fermò e replicò: lascia stare, dammi un paio di cerotti.

Prima dell’addio

Mercoledì 16 Maggio 2007

Trentunesima puntata. Leggi le altre puntate.

Così gli ultimi giorni prima dell’addio erano vicini.
Nell’aria si sentiva il profumo dell’estate, ma c’era anche l’odore inconfondibile della fine di un grande amore.
La storia stava finendo. Si aveva cercato di rattopparla per anni, in cui nessuno dei due aveva veramente voluto staccarsi l’uno per l’altra, ma l’amore puro, pian piano, stava scomparendo, lasciando il passo al futuro di chi non potrà mai conoscere, ma solo intuire.
Purtroppo, quando ci sono ambiguità, incomprensioni, litigi, rinfacci, tutto è scontato, che non ci può essere più quello che fu, un tempo meraviglioso.
Facemmo l’amore come piaceva a noi, passionalmente uniti, come solo Roby e Any sapevano fare.
Correva l’anno 2005, 24 giugno, quando Roby si rese conto che il suo sogno di vivere con Any si stava materializzando all’opposto di quello che lui voleva. Roby prese una decisione, dicendo ad Any con grande rammarico: Any, è giunto il momento che tu mi devi lasciare, perché io non sono capace di usare il termine addio.
Roby supplico Any dicendo: io ti amo e ti amerò per sempre, ma non sono più io l’uomo della tua vita, lasciami andare ti prego.
Any rispose: no. Non voglio.
Aspettami, dammi poco tempo e torneremo insieme.

La caduta

Venerdì 11 Maggio 2007

Trentesima puntata. Leggi le altre puntate.

Any sapeva che tornando con Roby c’era il rischio di rimanere di nuovo sola, visto che l’amato Roby non aveva un lavoro e non era stabile.
Un suo amico di anni gli disse che doveva seguire il suo cuore.
Any ascoltò il suo cuore e tornò con Roby.
Doveva solo prendere tempo per eliminare l’intruso, raggirandolo per farsi dare gli ultimi soldi per il dentista e ancora altri soldi. Poi l’avrebbe silurato: questo era ciò che Any aveva in mente.
Dall’altra parte c’era Roby, ormai frustrato, stanco della vita che conduceva. Non trovava lavoro, tante promesse a lungo termine, ma nessuno sincero.
Roby cadde nella droga!
Intanto si allontanava dai malesseri che viveva per Any e la sua storia con l’intruso.
Anche Any seppe da Roby di questa delusione, e gli disse: Roby, ti amo ma non voglio un drogato nella mia vita, esci dalla droga, ti do tempo una settimana. E poi, basto già io… Poi torneremo insieme, promesso.
Quante volte Roby ed Any si sono detti ti amo, aspettami, costruiremo la nostra casetta e insieme la tinteggeremo.
Quante promesse mai mantenute, sogni infranti, speranza. Che forse non c’è mai stata.

Scegli

Venerdì 4 Maggio 2007

Ventinovesima puntata. Leggi le altre puntate.

Un giorno ebbe Roby l’incontro con l’uomo di Any. Ovviamente l’incontro era voluto da Any.
In tre, si parlava del futuro di Any, che aveva saputo dai medici la notizia di avere il cuore indebolito dalla cocaina, e che avrebbe dovuto curarsi.
Roby, amareggiato, si rivolse all’uomo. Disse: se ami questa donna, devi impedire che continui con la droga, io posso anche rassegnarmi all’idea che lei stia con te ma non permetterò mai di piangere davanti alla sua tomba.
Roby fu chiaro. Non voleva che Any potesse morire e consigliò a entrambi di bloccare questo.
Any vedeva in Roby l’amore fatto uomo, mentre l’altro disse: dipende tutto da lei.
Roby si irritò, capendo che quell’uomo non amava lei ma il suo corpo.
Così Roby prese una decisione e disse ad Any: scegli, o me o lui.
Roby ormai si sentiva l’oggetto dei desideri di Any. E questo non gli piaceva.
Andai via e lasciai loro a riflettere, dicendo all’uomo: io amo Any e voglio salvarla, con o senza di te.
Il giorno dopo Roby ed Any andarono all’appuntamento dal dottore, così Roby, ormai stanco della situazione, disse: Any, hai ottenuto quello che volevi, e cioè hai me che ti faccio sentire viva, e lui che ti appoggia economicamente.
Roby, fermo e deciso, ribadì che non voleva più questa relazione ambigua. Sentiva che c’era qualcosa di sporco, anche se Any soffriva per come viveva la situazione. Non le permetteva di vivere felice.

Due uomini

Venerdì 27 Aprile 2007

Ventottesima puntata. Leggi le altre puntate.

Ecco che Roby ricompare nella vita di Any.
Ma Any non poteva sbarazzarsi subito del tipo. Era chiaro che non lo amava, stava con lui per il semplice fatto che quest’ultimo lavorava e non era un tossico, ma portava con sé troppi difetti e Any lo sentiva.
Cercò così di trovare il modo per unire l’utile al dilettevole.
Inventò un sistema: con Roby sto bene, lui mi fa vivere emozioni forti, mi appaga sentimentalmente, mi fa sentire donna. Con l’altro ho la sicurezza economica e la fiducia dei suoi genitori.
Ma Any non sopportava quest’uomo e se lo fece fu per necessità. Ora però c’era Roby. Passano i giorni, Roby e Any facevano i ribelli, uniti ancora una volta da passione e amore.
Combattendo per sopravvivere, sorridendo della vita che si presentava amara, scoprendo più in profondità le loro parti più oscure.
Vivevano le giornate agli occhi della gente come due inseparabili amanti. Non mancavano azioni criminose e momenti intimi alla luce del giorno, dove sguardi increduli vedevano Roby e Any nel più sfaccettato erotismo, in ogni angolo della città.
Erano fatti così, liberi e senza curarsi di chi non avrebbe mai osato quello che invece a loro veniva spontaneo.

Pochi spiccioli

Domenica 22 Aprile 2007

Ventisettesima puntata. Leggi le altre puntate.

Arrivato a Napoli, mio padre rimase colpito, non si aspettava la mia visita senza avviso. Passai cinque giorni con loro, ma furono giorni di puro malessere, dove non c’era occasione perduta da mio padre per darmi del fallito.
Intanto, in quei giorni passati a ingerire le provocazioni di mio padre, spesso mandavo e ricevevo messaggi e telefonate da Any.
Any voleva il mio ritorno da lei. Anche Roby non desiderava altro che tornare tra le sue braccia, ma c’era una terribile e reale realtà: se Roby torna da Any, quale garanzia posso dargli, non ho lavoro né una casa dove vivere.
Ma il richiamo era troppo forte. Così ripartii per Torino, senza un preciso obiettivo tranne quello di riconquistare Any.
Arrivato, cominciai a frequentarla con prudenza e di nascosto dall’uomo che attualmente stava con lei.
Any era ancora schiava della droga. Ma non solo: spesso vendeva il suo corpo. Si trovava tra l’incudine e il martello: stava con questo tipo ma era chiaro che Any non amasse lui e viceversa. Lui si comportava con povertà d’amore, tranne quello di ricompensare Any con cose materiali, che poi erano i soldi.
Any non voleva questo. E’ vero che i soldi sono importantissimi, ma l’amore non ha prezzo, così come pochi spiccioli non possono dare la felicità.

Un treno verso sud

Venerdì 13 Aprile 2007

Ventiseiesima puntata. Leggi le altre puntate

Dopo quasi sedici mesi, Roby era libero.
Telefonò ad Any. Roby disse: ciao, io ho bisogno di vederti. Any rispose: dimmi dove e quando.
Fissammo l’appuntamento presso la sua abitazione, proprio sotto casa c’era un bar, ci vediamo lì, disse Any.
Roby, arrivato al bar, citofonò. Any in pochi minuti arrivò e tra i due fu subito l’esplosione contenuta dell’emozione. Gli occhi di entrambi non ebbero modo di nascondere l’eccitazione che essi provavano l’uno per l’altra.
seduti al tavolino, brindamo al ritorno. Arrivò anche il suo nuovo amore, che Roby aveva già visto in passato nelle zone frequentate da Roby e Any.
Roby non rimase deluso alla vista di quell’uomo che faceva parte di Any, anche perché sapeva di lui da una lettera recapitata da Any.
Ero libero, ma senza un punto di riferimento, così dissi ad Any: vado a Napoli, appena arrivo ti telefono, ricorda che presto abbiamo un processo assieme. Any rispose ok, telefonami mi raccomando. Roby partì per Napoli, sapeva che la storia con Any era finita, anche perché seppe che faceva ancora uso di droga, e perché oltretutto aveva chiesto a Roby cinque euro, non le bastavano i soldi per la dose. Cinque euro che poi mi restituì.
Any sapeva che era finita, ma nel vedermi le si aprì il cuore e le scattò la confusione dei sensi.
Mentre il treno correva verso sud, nella mia carrozza c’era una bella ragazza, scattò subito l’attrazione e tra una birra e l’altra ci lasciammo andare con giochi erotici, ma senza andare oltre.
La ragazza mi lasciò il suo numero e scese a Genova. Roby continuò il suo viaggio.

Non-esperienza

Giovedì 5 Aprile 2007

Venticinquesima puntata. Leggi le altre puntate.

Passò del tempo. Un giorno arrivò un’altra lettera di Any, dopo il tanto silenzio di Roby. Roby, quasi a fine pena, leggendo tra le righe in quel foglio, notava i sentimenti che Any provava per Roby.
Un messaggio chiaro lo colpì: Any aspettava il suo ritorno…
Roby, confuso, non capiva se la ragazza aveva paura di me in quanto ero prossimo alla libertà, oppure sentiva davvero il bisogno del suo amore.
Roby capì che c’era ancora un sentimento, perché dalle parole riportate sul foglio diceva: Roby, ho bisogno di vedere i colori, tu mi capisci!
Roby ebbe la certezza che Any mi ascoltava e mi amava ancora.
Passai un periodo brutto ad Alessandria, un posto dove un mese corrisponde a due mesi. Ma non voglio parlare di galera, non è argomento da riportare, lascio solo il pensiero a tutti quelli che non hanno provato l’esperienza di essere rinchiusi.
Non è un’esperienza.
E’ la vita da liberi quello che qualsiasi essere vivente ha diritto in questo mondo bello o brutto che sia.

Filo rotto

Venerdì 30 Marzo 2007

Ventiquattresima Puntata. Leggi le altre puntate.

Si spezzava così, con l’arresto di Roby, un rapporto tra due vite distrutte. Più volte c’era stato il tentativo di rattoppare gli errori, ma il filo che teneva uniti i due amanti era ormai consumato da orrori, frustrazione, fallimenti e sogni irrealizzabili. I sogni di chi, come Roby, non ha mai voluto svegliarsi per paura di accettare questa realtà.
Per paura di dire a se stesso: tutto ha un inizio e una fine.
Roby si trovò a riflettere a lungo. Provava delusione e rabbia per il tradimento.
Però seppe reagire.
All’inizio della detenzione scrisse tre o quatto lettere ad Any, volevo capire il perché mi aveva tradito, come Giuda fece con Cristo.
Perdonò Any, ma non si dava pace nel pensare a lei. Nonostante tutto avrebbe potuto ancora salvarlo, dicendo dentro il bar: fai attenzione che gli sbirri ti danno la caccia. Così, almeno, avrebbe salvato la faccia.
Dopo quasi cinque mesi di silenzio arrivò una lettera di Any. Roby, ripresosi intanto dallo shock, aprì la busta e si mise a leggere la lettera. Una lettera carica di malessere, che colpevolizzava Roby per tutto, ma non lasciava che tutto finisse. Diceva che gli mancava Roby.
Roby capì che quella fiammella non si era spenta, e un sorriso apparve nel mio cuore ferito, ma non ucciso.