Indovinello

di Bama, 15 Maggio 2008

Come sempre sono in attesa delle vostre critiche (comunque sempre ben accette) e dei vostri commenti. Nel frattempo ho ricevuto i vostri graditissimi “saluti” e ricambio affettuosamente Perdamasco, Carla, Giò, Stella, Lorenzo, Noemi e tutti gli amici ed amiche della Casa di Riposo Trisoglio.

Oggi sarei elegiaco, quindi chiedo venia a tutti voi se non vi scrivo nulla. Però vi lascio con questo indovinello:

Qual è la cosa che non puoi regalare a nessuno?

Ciao a tutti.

Bama

Tutto è anonimo

di Pierrot, 13 Maggio 2008

Pierrot oggi è inquieto, e anche il gatto Ciccio, mentre dialogano nella cella in sezione, salta dal tavolo al letto, dal letto alla sedia, e non trova la maniera di sdraiarsi e di dormire, cosa che per un gatto è davvero strano.

La verità, Ciccio, la verità è sempre scomoda. Alcune volte fa bene, altre è necessaria, e nel mio caso mi crea dolore, un forte e profondo dolore che ancora oggi grida e rivendica la sua innocenza. E’ questo il motivo per cui tutto è anonimo, persino io mi devo proteggere.
“In che senso?”
Ho chiesto un sostegno psicologico, ma ancora non è venuto nessuno, e pensare che ci contavo. Quando arrivo a questo punto ho un freno tutelatore che si innesca.
“Cosa vuol dire, che non mi parlerai di questo episodio?”
No, Ciccio, ti racconterò tutto, anche se starò molto male.
“Ma se ti fa soffrire e tornare a vivere cose brutte, non raccontarmelo.”
Preferirei, Ciccio, e credimi, vorrei, ma se lo saltassi non avrebbe senso tutto il resto che ti sto raccontando.
“Mi dispiace”
Non devi dispiacerti, sono io che mi scuso con te per questa storia, che forse ti starà annoiando.
“Non è vero… anzi, sto cominciando a capire tanto di te.”
Spero che tu non pensi che mi sto commiserando. Arriveremo alla vita, all’amore. E’ il motivo per il quale il nostro dialogo è cominciato, ma ti prego, aiutami.
“Come posso farlo?”
Stammi vicino e dammi affetto e amore, e nelle mie lacrime non commiserarmi, ma prega insieme a me per trovare la forza di vivere, di riprendere a vivere, poiché fino a oggi sono stato l’ombra di me stesso.
“Guarda che io ci sono, non sei solo.”
Grazie Ciccio, grazie e ancora grazie, ora scusami, ma se pure sto prendendo tempo vedo appannato e devo sciacquarmi con dell’acqua fredda.
“Non preoccuparti. Prenditi tutto il tempo che vuoi.”

(11. Continua)

Bama risponde

di Bama, 11 Maggio 2008

Bama risponde ad un commento lasciato (nel post “La Galera“) da Sabryna che qui riportiamo:

sabryna scrive:
Terrificante vero la vita del carcere?
Perkè nn provate allora a mettervi nei panni di una mamma che gli hanno ucciso la figlia?
Bhe poi mi direte qualcosa…. La condanna loro finisce la mia durerà tutta la vita.
Allora finitela con ste stronzate Buon giorno Sabryna.

Vorrei usare un tono più confidenziale ma non mi pare il caso.
Io scrivo dalla galera, ma con questo non voglio dire che non ci siano reati da punire, tutt’altro, chi sbaglia è giusto che paghi… però allo stesso modo visto che ci riteniamo civili e democratici, dovremmo mantenere alcune regole di rispetto e dignità anche in questo luogo.
Sono dispiaciuto per te; conosco il dolore della perdita di una figlia, non si può dimenticarla, però questo trauma non deve avvilirla, a volte il perdono può aiutare.
I miei rispettosi saluti
Bama

La vita

di Pierrot, 9 Maggio 2008

Esiste una vita piena di rabbia,
esiste una vita piena di dolore,
esiste una vita piena di amore,
esiste una vita.
La vita.

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La parte scura della luna

di Francesco, 6 Maggio 2008

Quali sono le cose che io ho imparato nella mia sbandata esistenza? Che esperienze ho da offrire? Scavando, molto poco, dentro me, vengono fuori diffidenza, difesa, impenetrabilità. Quanto ci va a superare la mia diffidenza o a farmi abbassare la guardia o a fare si che io tolga per intero la mia maschera? Voglio essere sincero: non lo so! Attenzione, si ricordi che io non sono la vittima, ma il carnefice.
Perché ogni volta, puntualmente, che dico: “Questa persona non mi tirerebbe mai un tiro mancino” questa lo sta facendo. E ogni volta, puntualmente, che dico: “No, questa persona è diversa dalle altre” sta già facendo qualcosa per smentirmi. E sono convinto che solo il diavolo regala carezze, perché vuole l’anima. Una gran parte di me è questa, non cerco quasi mai né consensi, né approvazioni. Non ho certo paura a farmi conoscere per ciò che sono. Ho due aspetti, come tutti. Uno buono, uno meno. Il primo è un po’ oscurato dalle vicissitudini, mentre l’altro è meno impolverato. Ho molta rabbia dentro e la consapevolezza di ciò che oggi sono non fa altro che aumentarle, ma il buon senso deve avere il sopravvento su tutto, razionalizzarsi con criterio significa avere ancora voglia e coraggio per continuare a lottare, indossare la maschera per cercare di nascondere ciò che è stato è d’obbligo per andare avanti, lo si fa tutti. I miei modi gentili, il mio fare garbato, la corretta educazione, i discorsi profondi “ingannano” tutti coloro che non mi conoscono, se non lo si sa, non lo si penserebbe lontanamente che io sono stato in carcere. Però che sono una bella persona me l’ha detto solo chi sa che io in carcere ci sono stato. Allearsi comodamente con la maggioranza in certi casi è solo utile. Non esporsi in maniera precipitosa è saggio e fa riflettere suquelle che inizialmente sono le nostre intuizioni, quando voglio contestare conto fino a dieci (normalmente sono una testa calda) e poi eventualmente lo faccio.
Solo contro il mondo non avrei speranza, e io voglio che la speranza non manchi, neanche quando sarò io a farlo.